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28 ottobre 2003

Pazzo Lupo: gioca alla grande, ma fa 2-2 ed è ultimo in classifica.

Come dominare contro la seconda in classifica e ritrovarsi sotto di due reti dopo un’ora: Zeman e suoi “lupi” sono anche questo. Ma sono soprattutto uCome dominare contro la seconda in classifica e ritrovarsi sotto di due reti dopo un’ora: Zeman e suoi “lupi” sono anche questo. Ma sono soprattutto una squadra di cuore, capace in dieci contro undici di non abbattersi, reagire e recuperare un risultato che appariva perduto. Il 2-2 finale non smuove la classifica per nessuna della due contendenti (Ternana sempre seconda, Avellino sempre ultimo), ma fa capire che con gli irpini sarà dura per tutti. 4-4-2 per Beretta, che tiene fuori Ferrarese; 4-3-3 per Zeman, con la difesa alta, che manderà dodici volte in off-side i ternani. Inizio scoppiettante con occasioni da una parte e dall’altra (Millesi recrimina per un presunto rigore non concesso al quarto d’ora), poi al 17’ l’episodio chiave. L’ottimo Kharja lancia per Giampà, che viene travolto da Cecere. Inevitabile il rosso. Zeman toglie Kutuzov ed inserisce il secondo portiere Anania. L’inferiorità numerica non condiziona l’Avellino, che continua a giocare a ritmi alti. Ma di lì al riposo il risultato non si sbloccherà. La ripresa inizia sulla falsa riga della prima frazione di gara, ma la differenza la fa Jimenez. Due reti-fotocopia tra il 10’ ed il 13’, su assist di Zampagna dalla lunetta dell’area di rigore, sembrano chiudere la gara. Non è d’accordo Contini e lo dimostra 10’ dopo: punizione dalla trequarti, torre di Vastola verso il secondo palo ed il difensore piazza la zampata. Non è d’accordo neanche Moretti, che ad un quarto d’ora dal termine pareggia con una bordata su calcio piazzato, su cui Brunner non appare esente da colpe. Dunque manca l’aggancio in testa la Ternana, che nel finale fallisce il gol-vittoria con l’opaco Frick, e vede avvicinarsi il Palermo, in attesa della trasferta di Livorno domenica prossima. Resta in fondo alla classifica l’Avellino, ma il risultato non è da buttare via. Questa squadra ha giocato gran parte della gara in inferiorità numerica, contro un avversario che (visti i sedici punti di distacco in graduatoria) avrebbe dovuto farne un sol boccone. E’ andata sotto di due reti ed ha recuperato, come aveva fatto la settimana precedente. Zeman esce da Terni con un punto ed una grande certezza: questo “lupo” lotterà fino alla fine.
Mario Cipriano

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