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7 ottobre 2003

Scienze dell’Educazione: secondo indirizzo, zero tutela!

Scoperta una grossa falla nella tutela legislativa della professione di “Educatore Professionale” legata al secondo indirizzo del corso di laurea in SScoperta una grossa falla nella tutela legislativa della professione di “Educatore Professionale” legata al secondo indirizzo del corso di laurea in Scienze delle Educazione, Facoltà di Scienze della Formazione.
La tutela della figura dell’Educatore Professionale, in Italia, è stata regolamentata dal DM 502 del 1992 che definisce il profilo dell’ educatore in ambito sociale e sanitario; successivamente il Ministero della Sanità con il DL 520 del 1998 ha localizzato la figura dell’educatore socio-sanitario circoscrivendo i titoli “abilitanti”. Tra i titoli citati non è contemplata la laurea conseguita frequentando il secondo indirizzo di Scienze dell’Educazione e, dunque, i possessori di questa laurea non possono spenderla come titolo per l’assunzione nelle aziende sanitarie pubbliche. Attualmente la figura di Educatore Professionale è divisa in classi: la classe II, socio-sanitaria, quindi tutelata, e la classe XVIII, in attesa di definizione e con limitazione dell’esercizio della professione. La vicenda viene curata dall’ANEP (Associazione Nazionale Educatori Professionali) su tutto il territorio nazionale visto che il problema riguarda tutte le Università. L’ANEP ha organizzato un convegno il 22 e 23 novembre 2002 intitolato “ L’Educatore Professionale: i diritti di una professione, i doveri delle istituzioni” in cui si esponevano le problematiche legate alla vicenda e si chiedeva un intervento riparatore e definitivo alle istituzioni competenti. L’ANEP propone l’unificazione delle classi sopra citate, ma al momento non si è mosso nulla. In parallelo all’ANEP opera il CNS (Consiglio Nazionale Studentesco) che si sta muovendo nei confronti del Ministero sollecitando la risoluzione per evitare sicuri disagi ai nuovi laureati che cercano di entrare nel mondo del lavoro, con i titoli conseguiti, attraverso la porta principale. La presidenza di facoltà smorza i termini parlando di un problema remoto di cui ci si sta interessando da tempo che non può essere risolto con uno sforzo unilaterale. Il preside di Facoltà, professore Acone, non vuole allarmismi e sottolinea che il problema del lavoro post-laurea è legato alla disoccupazione nazionale in senso generale.

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