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10 novembre 2003

Finita l’odissea iniziano i corsi di recupero

Ora è ufficiale: tutti i corsi finanziati o in alcuni casi già iniziati nell’ambito del progetto Help – Schola proseguiranno con nuovi finanziamenti
Ora è ufficiale: tutti i corsi finanziati o in alcuni casi già iniziati nell’ambito del progetto Help – Schola proseguiranno con nuovi finanziamenti. Tutto risolto, o quasi, con buona pace degli studenti e dei docenti incaricati di tenere i suddetti corsi.
Tutta la vicenda ebbe inizio lo scorso anno accademico, quando da molte facoltà dell’Ateneo Salernitano venne avanzata, dagli studenti iscritti al Vecchio Ordinamento degli studi, la proposta di effettuare corsi di sostegno per alcune materie in cui era ancora alto il numero di coloro i quali non avevano sostenuto l’esame pur avendo già seguito il corso ad hoc. I corsi di recupero vennero approvati dagli organi competenti fra l’entusiasmo sia degli studenti interessati che vedevano una occasione per poter meglio mettere a fuoco le problematiche degli esami relativi, sia dei docenti incaricati, molti dei quali di seconda fascia se non esterni al corpo docente.
Sin qui tutto bene. Alcuni corsi ebbero inizio; proseguivano spediti, con gruppi di circa cinque ore alla settimana. Ma ad aprile arriva la doccia fredda. Tutti i docenti incaricati ricevono comunicazione di interruzione dei rispettivi corsi. La motivazione: la mancanza di fondi! E si, non è una barzelletta per spaventare le matricole, ma la verità. Così, secondo una direttiva ministeriale tutti i fondi del Progetto Help, relativi a corsi di sostegno a cui l’Ateneo aveva attinto, non erano più disponibili. Dunque il Ministero, che con l’intento di recuperare alcune sacche di dispersione degli studenti universitari aveva istituito i progetti, aveva anche dato precise direttive per il ricorso ai fondi. Tali direttive, secondo lo stesso Ministero non erano state rispettate in toto dall’Ateneo, che quindi si vedeva negato i fondi.
Inutili le proteste. I corsi vennero sospesi, gli studenti rimasero con i quaderni di appunti mezzi vuoti (o mezzi pieni fate voi!). Solo alcuni, giunti oramai agli sgoccioli, come nel caso di Ingegneria, vennero portati a termine. Lì dove i corsi vennero conclusi positivamente, e cioè con la data di esame finale in calendario, si è osservato un felice indice di successo, con percentuali di promossi al primo appello pari al 60%. Davvero un ottimo risultato, che ha indotto le facoltà interessate a rimboccarsi le maniche per reperire i fondi. Solo con opportuno sostegno agli studenti del Vecchio Ordinamento si potrà evitare un congestionamento dei lavori delle facoltà.
Alla fine l’odissea è terminata. Il Caot, nei giorni scorsi ha fatto sapere che i fondi per il rifinanziamento dei corsi già previsti lo scorso anno, sono stati reperiti. Unica nota stonata: la difficoltà per ottenere informazioni dal Caot. Si perché al numero riportato sull’ultimo elenco telefonico della Telecom, non risponde mai nessuno. Soltanto con un giro di telefonate siamo riusciti a farci rispondere da un responsabile.
Redcro

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