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14 novembre 2003

Il Mandato d’arresto europeo

Il Mandato d’arresto europeo è stato al centro di un convegno, realizzato il 15 ottobre nell’aula delle lauree della facoltà di Ingegneria. Si è discuIl Mandato d’arresto europeo è stato al centro di un convegno, realizzato il 15 ottobre nell’aula delle lauree della facoltà di Ingegneria. Si è discusso sulla coesione europea e dell’attuazione nazionale, ma anche della difficoltà del mestiere della giustizia nell’applicazione della legge penale e delle garanzie processuali con avvocati procuratori ed esperti di diritto. Il convegno, a cui hanno partecipato molti studenti di giurisprudenza, soprattutto spinti dalla possibilità di ottenere 2 CFU, ha visto l’illustre presenza del Procuratore Antimafia dott. Pier Luigi Vigna, del prof. Francesco Bartone, membro del comitato per l’accesso alla giustizia nell’UE per il dipartimento delle politiche comunitarie, del questore di Salerno Luigi Merolla. In rappresentanza della Guardia di Finanza, il generale Francesco D’Isanto, ed infine Davide Iori, consigliere giuridico del Ministero per le politiche comunitarie. Quest’ultimo ha parlato di un Tribunale per la libertà europea, affermando che il cittadino dovrà avere garantiti tutti i diritti di libertà e il governo metterà i cittadini tutti sullo stesso piano. Essendo dipendente del ministro Buttiglione che ha appoggiato il condono edilizio abbiamo chiesto a Iori, un suo punto di vista. Purtroppo non si è voluto sbottonare, affermando di essere preparato solo sul tema del Diritto europeo, ma che comunque sicuramente il ministro cercherà di fare il possibile e che lui è un liberale. Alla domanda se in Italia la legge è uguale per tutti, ha semplicemente detto che avendo fatto il magistrato, conosce l’articolo terzo della Costituzione.
Non resta che dire “speriamo”.
Roberto Scalia

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