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10 novembre 2003

Il quadro normativo

Lo strumento normativo utilizzato è stato quello della legge delega che contiene i principi generali della riforma, mentre la disciplina di dettagli
Lo strumento normativo utilizzato è stato quello della legge delega che contiene i principi generali della riforma, mentre la disciplina di dettaglio è riservata ad alcuni decreti legislativi che stanno per essere pubblicati. Tuttavia il sistema delle nuove tipologie contrattuali in materia di occupazione non sarà subito operativo, infatti il legislatore ha scelto spesso di affidare, mediante rinvio, l’individuazione di modalità e condizioni alla contrattazione collettiva nazionale, territoriale e aziendale e in assenza di accordi tra le parti sociali, di ricorrere al potere sostitutivo del ministero del lavoro, cercando di coinvolgere in questo processo altri soggetti, riservando per esempio un ruolo fondamentale agli Enti Locali ed ad altre istituzioni come le Università. Solo alcuni dei nuovi istituti contrattuali, dunque, saranno immediatamente applicabili dopo l’entrata in vigore del decreto. Altri ancora, infine, resteranno confinati in una sorta di “limbo” come accadrà per i vecchi co.co.co (contratti di collaborazione coordinata e continuativa) che manterranno la loro efficacia fino alla scadenza e in ogni caso non oltre un anno dall’entrata in vigore del provvedimento, ovvero per il lavoro a chiamata che sarà riservato in via sperimentale e per un periodo ristretto a un numero limitato di lavoratori sulla base di requisiti soggettivi. La riforma, come si vede, avrà una sua tempistica complessa che scaglionerà le novità secondo un certo ordine temporale. E’ probabile che dopo la fase della prima applicazione e dopo l’intervento delle parti sociali, delle Regioni e degli altri attori sociali chiamati a partecipare a questo complesso processo di rinnovamento, altre novità e miglioramenti saranno via via apportati agli istituti vecchi e nuovi che per oggi possiamo solo individuare sulla carta. Certo oggi è presto per formulare un giudizio politico complessivo su questa nuova realtà in evoluzione per la quale dovremo attendere per vedere concretamente all’opera, ma di una cosa possiamo stare certi, ed è che con questi primi provvedimenti sono state poste le basi per una profonda riforma del mondo del lavoro, una riforma che condizionerà per gli anni futuri il mercato del lavoro e da cui non si potrà prescindere nel bene o nel male.
Claudio De Giacomo

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