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10 novembre 2003

Imprenditori si nasce o si diventa?

Alcuni talenti sono naturali, avendo come doti innate spirito d’osservazione e senso critico, ma anche le grandi menti vanno formate e valorizzate.
Alcuni talenti sono naturali, avendo come doti innate spirito d’osservazione e senso critico, ma anche le grandi menti vanno formate e valorizzate. E così il bagaglio minimo, per iniziare un’avventura imprenditoriale, deve vedere il soggetto dotato di determinazione personale, perseveranza, capacità di cooperare, curiosità intellettuale. Le opportunità che si presentano sono varie e si possono racchiudere in tre grandi aree. La prima riguarda la forma più semplice e diretta per trovare il capitale necessario: l’autofinanziamento. Si tratta d’investire il cash di tasca propria usando tutti i risparmi racimolati nel corso del tempo o chiedendo prestiti, solitamente a tasso zero, a parenti ed amici garantendo la restituzione del denaro nel giro di un paio di anni, il tempo che l’attività spieghi le ali. Solitamente, però, il capitale a disposizione è limitato per cui resta difficile non rivolgersi al mondo del credito. La seconda area è collegata al capitale di rischio. Anche in questo caso, le difficoltà che si incontrano sono notevoli. Investire i soldi in un’attività che è, almeno per il momento, virtuale, che non ha clienti né fornitori, è considerato altamente rischioso. Il motivo, quindi, che spinge ad investire in un’attività nascente, è legato all’innovatività dell’idea rivolta, ad esempio, ad un mercato in espansione. In questo caso, però, a fronte del denaro ricevuto, vi è un corrispettivo da pagare che spesso corrisponde ad una quota dell’azienda. La terza ed ultima area si riferisce al capitale di debito ovvero quando il prestito viene concesso da banche o da altri finanziatori istituzionali. In questo caso i soldi devono essere restituiti entro un arco di tempo determinato (che può essere a breve termine o a medio-lungo ternime) e rispettando precise scadenze. Anche in questo caso c’è un prezzo da pagare per i soldi ricevuti: il tasso di interesse, attraverso il quale la banca viene remunerata. Ottenere un prestito da una banca, tuttavia, è tutt’altro che un’impresa facile. Occorrerà quindi fornire una serie di credenziali quali l’intera documentazione legale e societaria, l’indicazione dei mercati di approvvigionamento e di sbocco non che la concorrenza e l’andamento del settore. Occorrerà, ancora, riferire le proprietà immobiliari che fanno capo alla nascente azienda e quelle proprie dei garanti con relativa valutazione dei prezzi correnti sul mercato.
Antonietta Capone

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