• Google+
  • Commenta
29 novembre 2003

L’inter degli eccessi

Ci risiamo. Puntuale come le piogge che in questi giorni funestano il nostro Bel Paese, è arrivata la conferma ai timori di essere smentiti che, quotCi risiamo. Puntuale come le piogge che in questi giorni funestano il nostro Bel Paese, è arrivata la conferma ai timori di essere smentiti che, quotidianamente affiorano nelle teste degli appassionati, nel senso che vivono un’eterna passione biblica, tifosi nerazzurri. La nostra beneamata, infatti, quasi a chiedere perdono della favolosa trasferta Inglese di qualche tempo fa, ha giocato in un martedì preannunciatosi ben più tranquillo, una partita che nulla ha da invidiare al roboante 6-0 inflitto alla Reggina. Qualcuno ha addirittura avanzato l’ipotesi che si sia trattato di un momento di confusione, nel quale i nerazzurri tutti, hanno ben creduto di trovarsi davvero in una partita di tennis, e che il match contro l’Arsenal fosse il game successivo a quello Milano. Scherzi a parte pochi si sarebbero aspettati un simile tracollo. Ma tant’ è. Non solo il risultato è stato penosamente insolito, ma anche e soprattutto lo stato psicologico con cui i calciatori sono scesi in campo. È imbarazzante riflettere su come i londinesi abbiano affettato la difesa nerazzurra, che pur lamentava qualche acciacco, ma non da far credere possibile di subire tanti gol in così poco tempo. Non c’è spiegazione, ed un calo di concentrazione, francamente, sembra ridicolo metterlo in preventivo, quando la posta in gioco è una qualificazione al turno successivo della più prestigiosa coppa continentale. Qualificazione che ora sembra decisamente più difficile, basti considerare che l’Inter dovrà andare a vincere sul campo del Lokomotiv Mosca, e l’impresa, alla luce degli ultimi risultati, non è affatto scontata. Nel tempo che intercorre fra queste due partite, c’è un momento però che varrà sicuramente almeno quanto una partita di Champions: la supersfida con la Juve. Dire che vale il campionato è forse eccessivo, ma è altrettanto certo ed innegabile che sette punti dalla Signora capolista, o si iniziano a rimontare, seppur in un quanto mai ostico Delle Alpi, oppure allora è meglio che i sostenitori interisti inizino davvero a guardare la propria squadra da un altro punto di vista. Esimendola dall’obbligo di vittoria, tra l’altro su tutti i fronti, che probabilmente è solo un macigno sui progetti (scarsi) di una società allo sbando. Società che nulla ha da rimproverarsi dal punto di vista dell’entusiasmo profuso negli ultimi anni, ma che forse dovrebbe iniziare a domandarsi come mai, società come la Juventus, sono da anni, o meglio da sempre, ai vertici pur spendendo notevolmente di meno. Non è che il nostro Moratti beneficerebbe di un supporto nei ranghi più bassi della società? A costo di veder sminuito il proprio potere decisionale, farebbe sicuramente bene alla squadra un Direttore Generale di gran livello e al suo fianco un competente staff di persone affidabili. Lo stile bianconero è l’esempio, ma non occorre arrivare a quei livelli, decisamente stellari, per ottenere buoni risultati. A questo punto se davvero, in futuro, si vogliono evitare sorprese spiazzanti come l’ultima, allora forse è il momento di investire nel tempo anziché nel denaro e piuttosto che cercare l’intuizione geniale a furia di tentativi, sperando che un coniglio salti fuori da un cilindro, in cui a guardarci dentro fa girar la testa, tanto è profondo. Paolo Minucci

Google+
© Riproduzione Riservata