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10 novembre 2003

Terremoto al Comune di Salerno. Le unioni civili fanno tremare la Giunta

Correva l’anno 1993 ed il comune di Empoli deliberava in favore dell’istituzione di un registro delle unioni civili, un giusto e dignitoso riconosci
Correva l’anno 1993 ed il comune di Empoli deliberava in favore dell’istituzione di un registro delle unioni civili, un giusto e dignitoso riconoscimento a tutte quelle coppie che, pur non volendo o non potendo soggiacere all’istituto del matrimonio e alle sue rigide regole, non volevano privarsi del loro status sociale. Lunghe furono le battaglie legali del comune di Empoli e di altri comuni (soprattutto del Centro), e tali battaglie continuano ancora oggi, sia nelle aule dei tribunali, sia nelle aule consiliari, dove vengono discusse e votate varie mozioni a favore o contro l’istituzione di tali registri delle unioni civili. Infatti, secondo questa nuova scuola di pensiero che si chiama autonomia locale, tocca ai vari comuni scegliere di dotarsene o meno, in attesa che a livello centrale venga approvata una legge alla stregua del Pacs (Patto civile di solidarietà) che in Francia sta funzionando dall’Ottobre del 1999. Anche Salerno non voleva essere da meno agli altri comuni italiani, e per questo nella seduta consiliare del 26 settembre era presente un punto riguardante le unioni civili. Per quella data, quindi, l’associazione di cultura omosessuale “Garcia Lorca” aveva richiesto ed ottenuto dall’allora assessore all’Ambiente Pierangelo Cardalesi, l’autorizzazione per effettuare un banchetto informativo sul riconoscimento dei diritti delle “coppie di fatto”. Il Sindaco di Salerno, il diessino Mario De Biase, aveva però negato tale autorizzazione, adducendo la scusa, peraltro ancora abbastanza decorosa, di essere contro i presidi quando si svolgono le riunioni del Consiglio comunale, perché i consiglieri devono poter decidere senza il peso di pressioni esterne. L’associazione “Garcia Lorca” decideva, quindi, di svolgere un semplice e pacifico volantinaggio senza alcun banchetto, affiancata dall’assessore Cardalesi e dal consigliere comunale Forte. Intorno alle ore 21.00, però, due agenti della Polizia Municipale si avvicinavano ai manifestanti, che terminata la distribuzione stavano ristorandosi in un bar, dichiarando di essere stati inviati dal Sindaco per raccogliere il materiale informativo distribuito (tra cui un volantino che riportava l’articolo 17 della Costituzione) e prendere le generalità di tre o quattro dei manifestanti; fra questi pochi, il “caso” ha voluto che ci fossero l’assessore Cardalesi, il portavoce dei Verdi di Salerno Calabrese e il presidente della “Garcia Lorca” De Chiara. Tale incresciosa situazione ha portato alla rottura fra l’assessore Cardalesi e la Giunta comunale guidata da De Biase. Bisogna riconoscere che il Sindaco aveva dimostrato, in passato, una certa disponibilità concedendo una sede alla “Garcia Lorca” presso la scuola “A.Gatto” in Mercatello; insomma Cardalesi ha pagato per tutti. E questo, nonostante non sia giusto, sarebbe il male minore. E non ci interessa nemmeno sottolineare i sistemi ancora stalinisti e il dispotismo ancora da ufficiale del Kgb di una parte della Sinistra. Il vero problema sta nel fatto che si assiste ad una posizione omofoba trasversale, che compenetra entrambi gli schieramenti politici, forse dovuta a quel moralismo vetero – cattolico, tanto forte all’interno della cultura italiana da contagiare anche chi con la religione c’entra poco. Un approccio sbagliato, a dir poco grossolano, gretto, ignorante, che è di destra come di sinistra, che è dei giovani come dei meno giovani, che è presente nel pensare comune, che pasce nelle battute volgari e a doppio senso e nelle offese generaliste. Un approccio che dovremo mutare, cercando di capire chi magari ha dei gusti diversi dai nostri, considerandolo come una persona come noi, senza ridicolizzare, generalizzare e svendersi ai luoghi comuni e alle costruzioni preconcettuali.

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