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10 novembre 2003

Test di immatricolazione

Il nuovo anno accademico ha portato una rilevante novità per i nuovi studenti iscritti all’anno accademico 2003-2004. Il Senato Accademico ha infa

Il nuovo anno accademico ha portato una rilevante novità per i nuovi studenti iscritti all’anno accademico 2003-2004. Il Senato Accademico ha infatti decretato che, in base al progetto di riforma nazionale dell’Università, gli studenti appena immatricolati devono sostenere un test obbligatorio di cultura generale e riguardante le materie attinenti al corso di laurea scelto. Questo test non ha niente a che vedere con i test previsti per i corsi di laurea a numero chiuso, tipo Scienze della Comunicazione e Scienze della Formazione primaria, in quanto non è selettivo, ma per gli studenti che ottengono una valutazione bassa è stato istituito un corso, la cui frequenza non è obbligatoria ma soltanto consigliata. Viene spontaneo chiedersi il motivo e l’utilità di un test non selettivo il cui costo (in aggiunta alle tasse ordinarie) è di 15euro e di un corso di poche ore a frequenza facoltativa. La versione ufficiale fornita con il provvedimento che istituisce i test, è che essi servono a valutare la preparazione iniziale e le attitudini dei nuovi studenti, mentre i corsi servono a colmarne le carenze (ma come si fa a colmare le carenze culturali di uno studente con un corso di poche ore?). Il risultato è ben diverso in quanto, secondo gli studenti che lo hanno sostenuto, il test è risultato facile con domande a risposta multipla e il corso si è rivelato utile soprattutto come orientamento per le matricole ai corsi che seguiranno, oltre al fatto che l’hanno seguito anche molti studenti che hanno passato il test con una buona valutazione. Forse sarebbe stato meglio istituirlo per tutti i nuovi studenti e magari renderlo obbligatorio.
Il sospetto è che il tutto sia una manovra per dare aria alle finanze delle università italiane che viaggiano in una crisi profonda, soprattutto in vista dei tagli ai fondi per le università previsti nella nuova Finanziaria. E’ recente la notizia, infatti, che il Comitato di presidenza del C.r.u.i. (Conferenza dei rettori delle università italiane) ha chiesto il recupero di 597 milioni di euro al Governo che intende invece decurtare i finanziamenti con la nuova Finanziaria. Considerando che gli immatricolati quest’ anno sono stati 7.397 solo a Fisciano e 346.428 in tutta Italia (dati ufficiali del Ministero dell’istruzione), e che molti di questi hanno sostenuto più di un test nell’indecisione sulla scelta del corso di laurea, si può calcolare che è stato considerevole il contributo ottenuto dalle università italiane a spese degli studenti con quella che si può definire una nuova tassa mascherata.
Speriamo che la finanziaria non tocchi i fondi universitari altrimenti chissà cosa si inventeranno l’anno prossimo.
Antonello Borrasi

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