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15 novembre 2003

Tutti dietro il dott.Rossi

Mai come quest’anno l’Italia ha vissuto una stagione motociclistica strepitosa, grazie ai ben ventotto piloti nostrani partecipanti nelle tre diverse Mai come quest’anno l’Italia ha vissuto una stagione motociclistica strepitosa, grazie ai ben ventotto piloti nostrani partecipanti nelle tre diverse categorie del motomondiale. Il bilancio è a dir poco eccezionale: tre centauri italiani nelle prime quattro posizioni della classifica finale della classe MotoGP, un sammarinese campione nella 250 seguito da un altro italiano e seconda piazza guadagnata nella 125 ancora da un altro pilota della Repubblica di S. Marino.
Cerchiamo di riorganizzare le idee partendo dalla classe minore, dove la corsa al titolo è stata agguerrita soltanto sino a metà mondiale. Ovvero finché lo spagnolo Daniel Pedrosa è riuscito ad avere la meglio sui due diretti avversari, il sammarinese Alex De Angelis e l’altro spagnolo Hector Barbera. Nella graduatoria finale Pedrosa ha concluso con un bottino totale di 223 punti; ben 57 in più di De Angelis e 59 del connazionale Barbera.
Discorso differente invece per la classe 250, dove i tre favoriti alla vittoria del campionato- Poggiali, Rolfo ed Elias- non hanno deluso le aspettative, avvicendandosi più volte in cima al mondiale. Solo a poche gare dal termine si è iniziata a delineare la classifica, laureando poi all’ultima gara campione del mondo il terribile ragazzino sammarinese Manuel Poggiali in sella alla sua Aprilia con 249 punti, seguito dal nostro Roberto Rolfo su Honda (235 p.) e dall’iberico Elias su Repsol (226 p.).
Ed eccoci alla classe regina, dove lo spettacolo era assicurato grazie alle potentissime moto e ai talenti straordinari dei piloti che vi hanno gareggiato. E se si parla di talento e spettacolo, è obbligatorio parlare di Valentino Rossi, vero campione indiscusso della MotoGP, per la seconda volta consecutiva, con un totale- punti impressionante: ben 357 – appena 43 in meno del punteggio pieno!-. Il dominio del folle di Tavullia è stato incontrastato sin dalla prima gara, a Suzuka, dove purtroppo ha perso la vita Daijiro Kato, compagno di scuderia di Sete Gibernau (277 p.). Quest’ultimo è stato l’unico pilota in grado di proporsi come antagonista del “dottor Rossi” per l’inseguimento spasmodico al titolo iridato. Riguardo invece a Biaggi e Capirossi, bisogna ammettere che, nonostante le mille difficoltà con le rispettive scuderie, hanno lottato fino allo stremo delle forze per ottenere dei buonissimi risultati: Max, alla fine, si è piazzato in terza posizione a meno 49 punti dallo spagnolo, quarto, invece, Loris sull’italianissima nuova Ducati che è rientrata in pista dopo molti anni di assenza totalizzando 177 punti. Un occhio di riguardo deve andare, però, anche allo sfortunatissimo Marco Melandri, che non è riuscito a dimostrare la sua classe perché infortunatosi prima dell’inizio del mondiale, ha dovuto saltare le prime gare, rientrando in una forma non ottimale a campionato già iniziato.
Dopo che quest’anno il nostro paese ha vissuto un motomondiale nuovamente in pole-position, l’attesa per la prossima stagione è che la storia non cambi, con il funambolico Valentino su una nuova moto (probabilmente la Yamaha), con Biaggi, Capirossi e Melandri in cerca di riscatto, e ovviamente senza mai perder d’occhio le classi di cilindrata inferiore che rappresentano, anno per anno, trampolini di lancio per i piloti più giovani, e che da sempre hanno dato enormi soddisfazioni all’Italia delle due ruote.

Gianclaudio Romeo

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