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10 novembre 2003

Verso il consumatore sapiens

Come si suol dire fare di necessità virtù.
Così l’impressione di avere nel portafogli i soldi del monopolio invece che moneta in corso legale, ci i
Come si suol dire fare di necessità virtù.
Così l’impressione di avere nel portafogli i soldi del monopolio invece che moneta in corso legale, ci impone in qualche misura di rivedere il nostro stile di consumo se non proprio il nostro stile di vita.
E magari di riscoprire il valore etico del risparmio.
Ci siamo abituati a un consumo che si auto compiace di se stesso, che va molto al di là delle nostre reali esigenze.
Ci siamo abituati a comprare le cose che si “portano” cambiandole ogni anno anche se ancora nuove e funzionali perché altrimenti non sei più “trendy” e così viviamo di bisogni inculcati dalla pubblicità che paghiamo immensamente di più rispetto al loro valore di produzione.
Ritorniamo ora a comprare le cose che ci servono e nelle quantità che ci servono.
Perché nell’ubriacatura consumistica degli ultimi 50 anni ci siamo dimenticati che questo è un mondo di risorse limitate che devono essere ben spese, in cui lo spreco è veramente un peccato capitale.
Per concludere quindi un breve vademecum del consumatore intelligente:
1)Tieni sempre d’occhio il rapporto qualità/prezzo e se si tratta di generi alimentari la data di scadenza.
2)Non aver fretta di comprare: c’è sempre il posto dove quello che cerchi costa di meno dello standard, questo perché i prezzi al consumo sono iper – gonfiati.
3)Chiediti sempre: mi serve davvero?
4)E poi: vale quanto ci vogliono far spendere? (quindi torna al punto due)
5)Ma ho proprio bisogno di un altro paio di scarpe? (traduzione per ragazze punto tre)
6) Condivisione: ciò che non puoi comprare puoi sempre averlo in prestito o scambiarlo o prenderlo in gruppo. Perciò viva la comitiva in macchina, le biblioteche e WinMX.
7)Ma soprattutto il vero consumatore intelligente è quello che consuma con rispetto.
Beni come l’acqua sono essenziali e non possiamo farne a meno, anche se da noi aprire un rubinetto costa poco; altrove si svolgono guerre per le falde acquifere. L’aria è gratis ma non è una buona ragione per rovinarla, ci serve sempre, ci serve pulita. L’energia non è illimitata, sprecarla oggi vuol dire pagarla di più domani, se non rimanerne senza.
E questo rispetto deve travalicare la propria sfera personale per diventare un’istanza sociale.
Nicola Palladino

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