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15 gennaio 2004

Cd: “Alternative 4”, Anathema

La musica è spesso la via più diretta per toccare, senza nemmeno sfiorare fisicamente, le segrete corde che portano alle emozioni. Il viaggio descrittLa musica è spesso la via più diretta per toccare, senza nemmeno sfiorare fisicamente, le segrete corde che portano alle emozioni. Il viaggio descritto in Alternative 4 è un precipizio lento e soffuso nell’angoscia tormentata, che infrangerà l’animo dell’autore principale delle canzoni contenute in questo album, l’ex bassista Duncan Paterson. Provenienti dall’Inghilterra, gli Anathema tagliano definitivamente i loro ponti col passato, iniziato nel ’92, in cui legarono il loro nome ad alcuni capolavori del metal. Questo album, prodotto nel ’98, apre le strade ad una nuova identità musicale orientata verso sonorità dark ed emo rock. Canzoni del calibro di Shroud of False, Fragile Dreams, o Inner Silence, si poggiano su un senso di palpabile malinconia che vince la volontà, ritmi di batteria calmi, distorsioni di chitarra pastose ma non aggressive. Particolare la title track Alternative 4, con i suoi tempi spezzati di batteria e l’atmosfera magicamente araba delle melodie. Commentare i testi significherebbe cercare di penetrare una mente ferita dai rapporti mendaci, da sogni che non si avverano mai e dall’inutile vacuità dell’esistere, un’instabilità emotiva che cagionerà il doloroso allontanamento del bassista dal resto del gruppo. Una dipartita che ha però lasciato dei semi magnificamente fioriti nei successivi tre album, in cui la matrice rock del quartetto albionico è venuta completamente alla luce.

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