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15 gennaio 2004

Fumo. Un successo nei giovani

“Il tabagismo provoca ogni anno più vittime degli incidenti stradali” recita una frase posta sui pacchetti di sigarette. Ma cosa pensano del fumo i
“Il tabagismo provoca ogni anno più vittime degli incidenti stradali” recita una frase posta sui pacchetti di sigarette. Ma cosa pensano del fumo i giovani? Qual è la loro opinione? Quale la loro posizione? Quali le loro abitudini e le loro attitudini nei confronti del fumo?
E’ per rispondere a questi ed altri quesiti, che abbiamo sottoposto una serie di domande all’attenzione degli studenti. I dati riportati sono il risultato dell’inchiesta svolta all’interno del campus universitario su un campione di 356 studenti
( indifferentemente ragazzi e ragazze ) di cui il 44% si è dichiarato FUMATORE e il 56% NON FUMATORE.

Il fumo sembra riscuotere ancora un notevole successo presso i giovani. Il 44% degli studenti che abbiamo intervistato, infatti, risulta essere un fumatore abituale. Potremmo dire, quindi, che la sigaretta è compagna di vita giornaliera per buona parte della gioventù moderna, ma a quanto pare soprattutto di coloro che attraversano quella fase di passaggio tra la giovinezza e l’adolescenza. La maggior parte, per non dire la quasi totalità dei fumatori con cui abbiamo parlato ( ben il 97% ), infatti, fa risalire la data della “ prima sigaretta” ad un’età compresa tra i quattordici e i diciotto anni. Ci siamo allora chiesti quale sia il motivo di tali numeri. Sembrerà forse strano, ma la risposta più gettonata è stata quella che riconduce l’avvicinamento al fumo al soddisfacimento di una mera curiosità! Solo il 6% pone come motivazione di tale scelta il desiderio di emulare il comportamento di terzi. Ma da semplice curiosità ad arrivare ad una situazione di dipendenza dalla sigaretta, il passo sembra breve. E’ risultato, infatti, che la media di consumo nell’arco di una giornata si aggira aggirarsi intorno alle 15 sigarette. Vanno comunque tenute in conto delle variabili che possono alterare questa cifra, quali possono essere lo stress emotivo, gli stati d’animo, le situazioni in genere, etc…, sebbene siano stati pochi, solo l’8%, coloro che le hanno indicate come molto rilevanti. Il 47% ha invece dichiarato di non essere affatto influenzato. Consapevoli dei danni arrecati all’organismo dal primo all’ultimo tiro, ben un terzo degli intervistati dichiara di non voler smettere di fumare perché non si ritiene disposto a rinunciare al piacere della sigaretta. Ma c’è anche chi (32%), al di là di quello che può essere il piacere o la dipendenza fisica, trova che la sigaretta sia ormai entrata a far parte di quelle “abitudini” giornaliere che, finché ci sono, le si nota a stento, ma di cui non si riesce a fare a meno.

Floriana Attanasio &
Maria Rosaria Stanzione

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