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15 gennaio 2004

Sbocchi professionali per i laureati in Scienza della Comunicazione

La comunicazione, anche se appare la più normale e quotidiana della attività umane, è in realtà, assai complessa nelle sue dinamiche e componenti. I
La comunicazione, anche se appare la più normale e quotidiana della attività umane, è in realtà, assai complessa nelle sue dinamiche e componenti. Inserendosi in un quadro di più ampio respiro, i processi comunicativi acquistano sempre maggior rilievo e centralità nella società odierna , travolta dal mercato in continua espansione e dal processo della globalizzazione, che se da una parte portano l’uomo a sentirsi cittadino del mondo, dall’altra lo spingono a guardare ed analizzare più da vicino la realtà che lo circonda. Quasi per rispondere alle nuove ed incalzanti esigenze dell’universo comunicativo, il Corso di Laurea in Scienze della Comunicazione pone, come obiettivo per i suoi laureati, l’acquisizione di una “capacità di larga analisi dei contenuti e dei contesti della comunicazione”. Il laureato deve sapersi destreggiare tra i vari strumenti e linguaggi comunicativi, anche se ad un livello mai troppo specialistico, per non sottrarsi alla prima e fondamentale regola del mercato del lavoro, ovvero la flessibilità, ed in modo, da poter essere impiegato nei vari contesti della comunicazione. E’ richiesta inoltre la conoscenza di almeno due lingue estere (una delle quali deve necessariamente appartenere all’Unione Europea). Un’utile conoscenza, questa, che diviene un importante strumento sia per la comunicazione diretta che, in una prospettiva sempre più internazionale, per la globalizzazione dei mondi della comunicazione stessa. Interrogandoci sulle prospettive lavorative, che si aprono dinanzi a chi intraprende un percorso di studi in Scienze della Comunicazione, non si può fare a meno di citare la molteplicità d’impieghi che vengono offerti da organizzazioni pubbliche o private, nazionali o estere. Si tratta di sbocchi lavorativi legati all’ambito delle relazioni pubbliche (comunicatore pubblico, tecnico delle relazioni pubbliche, portavoce e addetto stampa, esperto di pubblicità) in cui le mansioni richieste sono legate all’espletamento di funzioni di progettazione, organizzazione e gestione della comunicazione d’impresa su un duplice fronte: quello interno dell’organizzazione e delle risorse umane e quello esterno del marketing e delle attività pubblicitarie, promozionali e di gestione dell’immagine dell’azienda. Tra gli sbocchi professionali che il corso di laurea offre si annovera il regista multimediale, la cui figura può essere paragonata a quella del regista cinematografico trasportata, però, nel mondo multimediale. La sua figura risulta centrale nell’organizzazione multimediale e ipertestuale dei contenuti di un database attraverso appositi software in cui elementi grafici, sonori e visuali si fondono magistralmente. Il webmaster, il cui ruolo è quello di curare, ideare e sviluppare un sito internet conformemente alle esigenze di natura tecnica e agli obiettivi di carattere commerciale dei diversi assetti aziendali in cui si trova ad operare. Il redattore editoriale, il cui contesto tipico è quello delle redazioni di case editrici in cui svolge il ruolo di supervisore e coordinatore delle attività necessarie per la realizzazione di un prodotto multimediale dall’editing, ovvero da una prima e accurata lettura del testo, al controllo finale del prodotto compiuto. Grazie all’avvento del computer e del desktop publishing, che hanno portato un’innovazione nel tradizionale sistema editoriale consentendone la velocizzazione, questa figura ha assunto un valore centrale come tramite tra l’autore e l’editore. In fine appartiene al campo di Scienze della Comunicazione la professione del giornalista il cui lavoro consiste nella raccolta ed elaborazione dell’informazione per la stesura di un prodotto altamente comunicativo e rispondente alla realtà. La normativa in vigore sulla professione prevede l’obbligo di appartenere all’Ordine per poter esercitare e la suddivisione dei giornalisti in due categorie: i professionisti e i pubblicisti, ovvero coloro che svolgono l’attività di giornalista in maniera non occasionale e retribuita ma concordemente ad altre professioni.
Antonietta Capone

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