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1 marzo 2004

Salernitana ancora sconfitta. All’Arechi 2 a 0 per il Livorno

LA PARTITA
Si conclude un febbraio negativo per la Salernitana, sconfitta anche oggi dal Livorno di Mazzarri. I toscani si sono dimostrati una LA PARTITA
Si conclude un febbraio negativo per la Salernitana, sconfitta anche oggi dal Livorno di Mazzarri. I toscani si sono dimostrati una compagine ostica e cinica, messa in campo ordinatamente, che occupa con merito una posizione fra le big della classifica cadetta. Discorso diverso per la truppa di mister Pioli, ormai pallidissima imitazione della spumeggiante compagine vista il mese scorso a Palermo. I granata non palesano problemi di forma, ma sembrano essere venuti meno nella concentrazione e negli stimoli; e questo non lascia presagire nulla di buono giacché col campionato allargato servono almeno 54 punti per considerarsi al sicuro.
Primo tempo di studio con un paio di occasioni per parte, tra le quale una traversa colpita in deviazione aerea da Tulli (30°). La ripresa, dopo una timida azione dei padroni di casa, si apre col vantaggio livornese ad opera di Lucarelli (7°), bravo a concretizzare un contropiede avviato da Danilevicius. Pioli inserisce Nomvethe ed il rientrante di Di Vicino, sperando di ravvivare la manovra offensiva, ma quello che dovrebbe essere un assalto si dimostra una disordinata accozzaglia di lanci troppo lunghi, cross troppo corti e di palle perse sulla trequarti avversaria. E così il Livorno ha gioco facile nelle ripartenze: ancora Lucarelli, defilato sulla destra, indovina un diagonale (28°) che chiude definitivamente il match. Nel finale (33°) Bombardini prova una girata di testa, che arriva fiacca tra le mani del portiere livornese Pavarini.
Prima del triplice fischio alcuni ultras salernitani sono civilmente entrati sul terreno di gioco a togliere gli striscioni e gli stendardi quale elegante segnale di critica, mentre sugli spalti della Sud montava la contestazione nei confronti dei calciatori e del presidente Aliberti.

LE PAGELLE
Botticella 5,5 – Nessuna colpa sui goal, ma ci è sembrato insicuro. Saranno stati ancora i postumi dell’errore all’ombra dell’Etna, ma l’insicurezza del portiere si estende a tutta la difesa
Mezzanotti 5,5 – In qualche modo riesce a chiudere le incursioni avversarie, ma manca nella fase di spinta
Olivi 5 – Una prestazione al di sotto della sufficienza, come tutto il reparto. E la difesa, che era la forza della Salernitana, sembra essere, adesso, il suo punto debole
Perna 5 – Sbaglia qualche chiusura, sottotono rispetto a qualche gara addietro. Nemmeno l’essere un ex lo scuote un po’
Molinaro 5,5 – Buona la fase difensiva, spesso riesce a scendere palla al piede ma, un po’ a causa dei compagni non smarcati, un po’ a causa di un’esperienza ancora da raggiungere, si incaponisce in un dribbling di troppo
Lai 6 – L’unico in palla, esce quando la debacle non è ancora compiuta del tutto.
Breda 5 – Con poca reattività e pochissima lucidità in confronto al solito, cerca di darsi da fare a centrocampo. Sul primo gol si fa sfuggire Danilevicius.
Longo 5,5 – Fa quello che può, ma, sia in fase di interdizione che in fase di costruzione, ha fatto, e dovrà fare, di meglio.
Russo 6 – Si danna molto e cerca di proporsi nel primo tempo come mezza punta, nella ripresa come centrocampista esterno. Sufficiente, almeno nella volontà.
Bombardini 5 – Qualche volta ci ha provato, e, visti gli esiti, avrebbe fatto meglio a non provarci. Almeno avremmo potuto affibbiargli un calo fisico…avremmo potuto…come giustificazione. Nella ripresa si improvvisa centravanti.
Tulli 5 – Di Bogdani ha le caratteristiche fisiche, forse quelle tecniche. Tatticamente l’albanese mantiene la posizione, crea spazi, recupera e difende palloni, guadagna le punizioni. Tulli, ieri, tutto ciò non l’ha fatto. Ci chiediamo se l’abbia mai fatto.
Di Vicino 5 – Per come è andata sarebbe stato meglio non rischiarlo. Mancava da troppo, e si vedeva, come si vedeva una cerca titubanza nei contrasti e nei dribbling. Calcia tre punizioni dal limite, bersagliando la barriera avversaria.
Nomvethe 6 – Tenta qualche discesa solitaria, costringendo gli avversari al fallo.
Corneliusson SV – Entra troppo tardi per meritarsi anche lui un’insufficienza.
Pioli 5 – Con i giocatori in queste condizioni (da un punto di vista più mentale che fisico), difficilmente si potrebbe fare di meglio. Ma le sue mansioni comprendono anche il motivare i giocatori, per quanto possibile. Sicuramente non comprendono il trasformarli tutti in campioni.
Sig. Preschern 6 – La gara non risulta difficile da arbitrare. Distribuisce giustamente i cartellini gialli e le punizioni. Magari potessimo criticarlo, avremmo un capro espiatorio.

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