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29 aprile 2004

Che ne sarà di noi

Fotografia di un momento d’inquietitudine esistenziale,d’incertezza giovanile dalle tinte frivole di una soap, ”Che ne sarà di noi”, di Giovanni VeronFotografia di un momento d’inquietitudine esistenziale,d’incertezza giovanile dalle tinte frivole di una soap, ”Che ne sarà di noi”, di Giovanni Veronesi, candidato a diversi David di Donatello, vuole essere incentrato sul tema del viaggio come momento di scoperta e crescita.
Sostanzialmente il film mostra uno spaccato d’adolescenza odierna, l’attimo di ribellione e la voglia di trasgredire dei nuovi giovani travolti dalla società dell’apparire.
Come personaggi Pirandelliani, chiusi in ruoli stabiliti, schiacciati dalle altrui aspettative, i tre protagonisti, tre maturandi (Silvio Muccino, Elio Germano e Giuseppe Sanfelice), cercano di evadere dalla loro vita, dalle calde giornate di una Roma che gli sta stretta, e di partire alla ricerca di loro stessi, del loro futuro…che “C’è anche se non si vede, proprio come la Grecia”, meta del loro viaggio.
Tra droga, sesso, locali notturni, progetti sospesi e paesaggi mediterranei, emerge il forte valore dell’amicizia, la paura del domani e il senso di inadeguatezza comune ai tre ragazzi, nonostante ciò il percorso di formazione interiore si mostra alquanto limitato, prevedibile e il finale scontato.

Buona la recitazione di Muccino jr, il cui personaggio appare carismatico, istintivo, passionale e trainante, troppo squadrati, studiati ,rigidi gli altri: tra le loro interazioni non c’è spazio per improvvisazioni, fantasia, suspance o colpi di scena.
Pellicola dunque abbastanza realistica, esageratamente schematica, piacevole ma di trama mediocre.
Alessandra Formicola

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