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21 aprile 2004

GOTHIKA: horror para-psicologico made in USA

“Perché quando qualcuno è morto non significa che è andato via…”
Questa la frase che fa da sottotitolo e da “filo di Arianna” all’ultima fatica cinem“Perché quando qualcuno è morto non significa che è andato via…”
Questa la frase che fa da sottotitolo e da “filo di Arianna” all’ultima fatica cinematografica che rientra nel filone del horror para-psicologico made in USA:Gothika.
Una buona recitazione dell’affascinante Halle Barry ,la presenza di Penelope Cruz,e l’incantevole colonna sonora interpretata dai Limp Bizkit “Behind blue eyes” si perdono in una storia piuttosto banale,a tratti prevedibile e che,a parte in pochi passaggi,non offre suspance.
Diretto da Mathiew Kassovits,il film,ambientato in un penitenziario per malati mentali, racconta dell’esperienza della psichiatra Melinda Gray (Halle Barry) in bilico tra il logico e l’illogico,tra il reale e l’incredibile,che incolpata di un orrendo omicidio, tra fenomeni paranormali e intuizioni istintive riesce a smascherare una storia di ordinario squallore provinciale.
Dunque, un pessimo collage tra”35mm Delitti a luci rosse” e “The sixthy sense”.
Fiacca e meccanica la recitazione degli altri attori,chiusi in un gioco di scambio di ruoli che si conclude con la vittoria dei buoni e il castigo dei cattivi in un ovvio finale scontato e deludente.
Lato positivo della storia è senza dubbio il concetto profondo e nascosto che il regista fa emergere qua e là nella pellicola: l’inutilità del credere soltanto alle cose visibili e razionalmente spiegabili,da un lato perché la vita è fatta anche di sensazioni e meccanismi imperscrutabili ,e dall’altro perché “ascoltare col cervello non significa ascoltare col cuore”così come sostiene Cloy(Penelope Cruz) nella scena iniziale del film.
Per gli appassionati del genere il consiglio è di vedere Darkness , capolavoro datato 2003 dello spagnolo J.Balaguerò.
Alessandra Formicola

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