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21 aprile 2004

Tutti in ginocchio da Valentino

Si riparte da dove ci eravamo fermati: Valentino Rossi ancora davanti a tutti, ma questo è un nuovo anno, un nuovo mondiale, ma soprattutto The DoctorSi riparte da dove ci eravamo fermati: Valentino Rossi ancora davanti a tutti, ma questo è un nuovo anno, un nuovo mondiale, ma soprattutto The Doctor cavalca un’altra moto: la Yamaha. Una casa costruttrice che non vedeva la vittoria dal lontano 13 ottobre 2002, e che grazie al funambolo di Tavullia ha ripreso coraggio, fiducia e competitività in soli tre mesi di collaudo.
Una gara entusiasmante, unica direi. Per chi segue il motociclismo, di sicura questa di domenica è stata una delle gare più belle degli ultimi anni, che ci ha tenuto col fiato sospeso sin dalla prima curva dove Rossi restava in testa grazie all’ennesima pole, con immediatamente alle spalle le due Honda di Gibernau e Biaggi. Il romano poi si accodava a Valentino al quinto giro iniziando un duello ruota a ruota staccando di qualche secondo lo spagnolo precedentemente citato. Quindi Max passa in testa al settimo giro, ma il campione del mondo in carica si riappropria della prima piazza solo dopo due tornate approfittando di un errore del rivale. Di qui, un ritmo serrato, identico per i due e impossibile per gli altri, e delle derapate al limite con innumerevoli spettacolari tentativi di sorpasso caratterizzano la corsa; finché sfruttando il potere della sua Honda, Biaggi diventa leader al 23esimo passaggio e tenta quasi immediatamente la fuga. Ma Vale è il più forte, e con un sorpasso di prepotenza all’interno di un curvone, a soli due giri dalla conclusione, il Dottor Rossi è nuovamente al comando…e sotto la bandiera a scacchi è proprio lui che taglia il traguardo su di una sola ruota precedendo l’eterno rivale, ancora una volta alle sue spalle, di soli due decimi di secondo. Ma dopo qualche metro i due protagonisti indiscussi di questa prima gara del motomondiale si tendono la mano l’un l’altro…è l’ufficializzazione del rispetto reciproco, ma fatemelo dire, è la consacrazione della supremazia dell’uomo sulla macchina, è la celebrazione di un ex-ragazzino tutto matto, ormai venticinquenne, che a termine gara si commuove quasi in ginocchio alla sua nuova fidanzata giapponese.
Per gli altri Italiani Capirossi e Melandri, una gara offuscata sicuramente dai due campioni, ma che nonostante i rispettivi problemi hanno concluso al sesto e undicesimo posto.

Nelle altre categorie, per questo G.P. del sud Africa, si sono affermati nella 250 Pedrosa su Honda (all’esordio nella mezzo litro), solo quarto Poggiali, nono Rolfo; mentre un altro italiano ha vinto la 125, il diciottenne Dovizioso che beffa in volata il connazionale Locatelli, registrando la sua prima vittoria in carriera.

Prossimo appuntamento il 2 maggio a Jerez, in Spagna.

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