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15 maggio 2004

Alcol

Secondo risvolto dell’unica istanza che definiamo “sballo” è l’utilizzo di alcolici. Addentradoci subito nel vivo della nostra inchiesta, osserviamo
Secondo risvolto dell’unica istanza che definiamo “sballo” è l’utilizzo di alcolici. Addentradoci subito nel vivo della nostra inchiesta, osserviamo che meno del 10% degli studenti si dichiara astemio o consumatore non abituale. La birra si conferma la bevanda più amata dai giovani seguita da liquori, vino e superalcolici preferibilmente consumati in compagnia degli amici o durante i pasti. Ma quanti, in queste allegre combriccole, alzano abitualmente il gomito? Come illustra il diagramma se solo il 35% dichiara di non essersi mai ubriacato, la stragrande maggioranza (59%) lo fa in determinate occasioni, il restante 6% è un habitué della sbronza. È evidente che l’alcool dai più non è considerato come una semplice o piacevole bevanda, ma un elemento di aggregazione o ancora un modo ricorrente per sballarsi e, pertanto, condizione imprescindibile e quindi presupposto al divertimento.
La strada del proibizionismo e della repressione come dimostrato dagli attuali tentativi governativi, all’educazione sociale non pare ottenere risultati, se non quelli di inasprimento nei confronti dei giovani chiamati in causa. Sarebbe pertanto più opportuno interagire con loro, cercando con gli stessi le soluzioni più adeguate e soprattutto più efficaci. Bisogna quindi evitare le violente campagne contro la droga, l’alcool ed il sesso. Si deve puntare ad aiutare i giovani a costruire in loro una vera identità cercando di sostituire a quella fragilità ed insicurezza, che molte volte governa la loro indole, una forte personalità, che solo con l’ausilio della conoscenza e della cultura si può ottenere. Un maggior dialogo, senza forzature, poiché oggi si è liberi di pensare, bisogna lasciar liberi di scegliere. Molte volte ci si sballa con ciò che si proibisce. Così le droghe, l’alcool, devono essere conosciute nella loro vera identità, nei particolari che non possono diventare funzionali per una vita. Ci si deve avvicinare allo sballo con molto senso critico, divertirsi ma senza strafare, poiché la droga, l’alcool non esauriscono nessuna domanda della vita, non possono essere la risposta ad un esame andato male, né ad un problema sentimentale. Bisogna essere dunque culturalmente forti, non pensando che il divertimento sia pura esagerazione, poiché anche in questo c’è un impegno, che è quello nei confronti della propria vita. Così la trasgressione, le droghe, l’alcool ed il sesso, sono un piacere privato, ma non per questo devono diventare un danno pubblico. Deve essere necessario soprattutto considerare lo sballo ed i suoi derivati, come un piacere a tempo determinato che ha la sua unità di misura come una lezione o il tempo passato con un amico, la propria ragazza, con noi, affinché questo resti un piacere e non diventi una costante che si fa problema, come lo diventa la stessa sigaretta, la stessa superficialità, l’ignoranza.

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