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15 maggio 2004

Can che abbaia l’ A.s.l. non risponde

Di cani all’università non è difficile incontrarne! Non è raro infatti trovare in alcune zone del campus randagi che hanno fatto degli spazi dell’un
Di cani all’università non è difficile incontrarne! Non è raro infatti trovare in alcune zone del campus randagi che hanno fatto degli spazi dell’università il loro territorio e che a volte addirittura si intrufolano nelle aule durante le lezioni. Quello che è successo però ad una studentessa di giurisprudenza (che preferisce restare anonima) è una storia che vale la pena raccontare. Amante degli animali, questa ragazza non è riuscita a restare impassibile e passare oltre, come capita a molti di noi, nel vedere due cuccioli infreddoliti raggomitolati in un angolo proprio fuori dall’edificio della sua facoltà. Preoccupata per la loro sorte, ha deciso di portarli a casa con sé e di prendersene cura, ma allo stesso tempo ha pensato bene di avvisare le autorità sanitarie per cercare la madre di questi cagnolini in modo da evitare che da lì a sei mesi nascesse e fosse abbandonata un’altra cucciolata. La sua telefonata all’A.s.l. di Mercato San Severino, competente per il territorio, non ha però dato gli esiti che tutti si sarebbero augurati. “Nessun veterinario disponibile in sede”, “nessun medico disponibile” e per finire “la A.s.l. non si attiva su segnalazioni di privati” sono state le giustificazioni utilizzate dai funzionari che la nostra amica è riuscita, con non poche difficoltà a contattare. Le telefonate sono andate avanti dal giorno del ritrovamento dei cuccioli, circa metà gennaio, fino a qualche settimana fa. Come è possibile che in un mese non ci sia mai stato nessuno disponibile per verificare questa situazione? In più, al timore di trovare altri cuccioli abbandonati tra gli edifici universitari, si accompagna un evidente problema igienico sanitario, dovuto alle condizioni dei randagi che abitualmente ci sono e che potrebbero comunque aggredire qualche malcapitato studente. Per legge è compito del servizio sanitario locale individuare tutti i randagi e portarli nei canili dislocati sul territorio, ma conoscendo i problemi di sovrabbondanza che affliggono il Canile Rifugio Iguazzo, nelle vicinanze di Mercato San Severino, una soluzione meno problematica, anch’essa dovuta per legge, sarebbe quella di rintracciare la cagna e sterilizzarla per poi rimetterla nella zona in cui è stata trovata. Oltre alla A.s.l. è stata contattata anche la Lega Anti Vivisezione di Avellino, che nonostante sia stata più sensibile al problema ed abbia offerto collaborazione non sembra si sia mossa ancora per risolverlo.
Gaetano Maiorino

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