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15 maggio 2004

Un uomo che usava i partiti come dei taxi

Enrico Mattei era un uomo introverso, chiuso, che non amava la conversazione, e ancora di più non amava le luci della ribalta. Credeva a tal punto i
Enrico Mattei era un uomo introverso, chiuso, che non amava la conversazione, e ancora di più non amava le luci della ribalta. Credeva a tal punto in ciò che faceva, che mai in alcuna occasione, si avvicinò a quel arte del compromesso, che ormai oggi è diventato il fine ultimo di tutto il mondo politico e dirigenziale. Non amava il denaro, del quale però si serviva per raggiungere i suoi scopi, che erano gli stessi dell’Eni, e che rispecchiavano gli interessi di tutti gli italiani. Corruppe tutti i partiti, pur rimanendo egli stesso incorruttibile. “Per me –diceva- i partititi sono come dei taxi, li prendo perché mi trasportino dove voglio, e alla fine della corsa li pago”. Il suo unico amore era il potere, che di solito ne esclude qualsiasi altro compromesso quello per il denaro. Non entrò mai in politica perché sapeva che questa non portava al potere: “la politica conduce solo alla politica”. Preferì quindi, il Petrolio al Parlamento perché era convinto che fosse più facile dominare il Parlamento con il Petrolio che il Petrolio con il Parlamento.

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