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3 agosto 2004

Siamo uomini, siamo umani

Ciò che doveva succedere è successo. Siamo uomini, siamo umani. E non è un modo per giustificare ogni cosa; forse è solo un modo per spiegarsi una serCiò che doveva succedere è successo. Siamo uomini, siamo umani. E non è un modo per giustificare ogni cosa; forse è solo un modo per spiegarsi una serie di errori attraversata da un sentimento forte che si tramuta in un pensiero fisso. Ma gli errori si pagano, spesso a caro prezzo. Abituati a vivere in un mondo dove tutto sembra girare al contrario, ci si uniforma al senso e tutto ciò che di cristallino pasce dentro, si esteriorizza in un male scagliato a tutto tondo. Ciò che la mente sognava e non aveva il coraggio di ammettere, implode e fugge via, lasciandoti solo il rimpianto della “grande incompiuta”; quel dolore, che dentro era il pilastro su cui avevi costruito una fantavita, viene fuori e spazza via ogni cosa: la stessa fantavita, la vita, le abitudini, il contesto. La sua potenza è illimitata, e la sua opera di distruzione arriva a coinvolgere sé stesso, facendo sì che, passate le nubi, appaia un paesaggio bello e desolatissimo, selvaggio e tormentato, caldo di sole e freddo di luna, come un canyon. Ma la storia insegna agli uomini, e si dovrà ripartire.
Eppure l’angelo c’era: un angelo biondo con gli occhi colore del mare, al cui sbattere delle ali avevi sincronizzato il tuo cuore. La paura del tuo amore e l’amore della tua paura ti portavano a scappare e a tornare, a cercarlo e a fuggire, e a considerare passato l’unico istante in cui avreste potuto fondere le vostre anime. Ma siamo uomini, siamo umani. E non è facile cancellare dentro un mostro che, stretto nel giogo, non si placa, ma trova nuove forze nella costrizione, diventando così pericolosamente violento da trasformare la sua forza creativa in forza distruttiva. Quel mostro sarebbe dovuto restare legato e nascosto per sempre, ma tutte le barriere alzate non hanno più retto, crollate anche loro sotto la sua forza creativo-distruttiva. Avresti donato all’angelo la tua stessa vita, e nel passato avrebbe avuto un senso; ma oggi la tua vita non ha più valore. Se riesci ancora a farcela, prova a rimettere insieme gli ultimi cocci e porta questo vaso sull’unico altare dove avrebbe senso: c’è Qualcuno che ne apprezzerà la sincera crudezza e, se solo tu vorrai, sarà pronto ad adagiarvi dentro dei fiori, diversi da quelli che avresti desiderato, ma altrettanto belli.
E l’angelo che ora non hai più vicino, resterà un vivo ricordo… ma difficilmente riuscirai a cogliere il suo profumo fra gli altri. Una lacrima forse continuerà a scendere, ma il vento, il sole, il caldo e il freddo la asciugheranno subito.

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