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20 ottobre 2004

Hero di Zang Yimou

Iniziamo in modo diverso l’analisi di questo film.
Trama: un eroe, chiamato “Senza Nome”, viene premiato con la possibilità di avvicinarsi al re di Iniziamo in modo diverso l’analisi di questo film.
Trama: un eroe, chiamato “Senza Nome”, viene premiato con la possibilità di avvicinarsi al re di Chin per aver ucciso dei sicari che ne attentavano alla vita. Il re vuole dominare i sette regni della Cina e punta a conquistarne l’ultimo, il regno di Chao. Una volta sconfitti i sicari non avrebbe altri ostacoli per portare a termine la sua idea, ma non tutto è come sembra e l’eroe senza nome non è, in realtà, un amico a tutti gli effetti del re. Questa è in breve la storia, nulla di complicato né di originalissimo a dir la verità. Se si osservano poi le comunque spettacolari evoluzioni (ma in quale film ormai, con i mezzi tecnologici a disposizione, non lo sono?) durante i duelli con spade e lance, si può anche dire che è un film di Wuxia ben girato, ma era lecito aspettarsi da Zang Yimou (ma vista tutta la pubblicità entusiasta che era stata fatta, non solo da lui) tocchi di genio in quantità maggiori!
Dare però un giudizio unilaterale sull’ultima opera di Yimou può essere limitativo e “pericoloso”, si corre il rischio di limitarsi ad osservare solo la superficie della storia, senza indagare nel profondo per scovare dei significati a prima vista non individuabili. Purtroppo anche andando a fondo, non riesco proprio ad cogliere ciò per cui questa pellicola è stata acclamata come un grande successo. Duelli impossibili tra duellanti che volano, o che addirittura camminano sulle acque; migliaia di soldati, interi eserciti, intimoriti da due soli combattenti; una relazione tra la calligrafia cinese e l’arte del combattimento con la spada che fa da filo conduttore per tutta la durata della narrazione, e che si risolve in una spiegazione alquanto contorta da parte del re. Mi sembra abbastanza per dare un’opinione su questo film.
Tuttavia sento di dover salvare le scene di massa, girate perfettamente, dove tutti, attori e comparse, si muovono con precisione da orologio svizzero, e un bellissimo effetto speciale, quello che permette a tutte le fiamme delle candele accese ai piedi del trono del re di Chin, di muoversi contemporaneamente nella stessa direzione.
Ecco, forse ho trovato qualcosa per cui vale la pena vedere il film…se può bastare!

Gaetano Maiorino

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