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11 ottobre 2004

Paolo Borsellino: tutto in una fiction

“La nostra è una terra bellissima, peccato che c’è questa cappa che la soffoca…speriamo ritorni il vento per spazzarla via al più presto”.
Inizia p“La nostra è una terra bellissima, peccato che c’è questa cappa che la soffoca…speriamo ritorni il vento per spazzarla via al più presto”.
Inizia pressappoco così la fiction proposta da canale 5 nei giorni scorsi, con una frase che personalmente mi è penetrata dritta nel cervello, che riassume a pieno la vita in Sicilia in quegli anni così difficili.
Definito da chiunque un eroe nazionale dopo la sua morte, ma che a me piace definirlo una semplice persona umile che ha soltanto lavorato con onestà; Paolo Borsellino, attorniato da un uomo come Giovanni Falcone, ha provato a combattere un qualcosa di veramente grosso, qualcosa che al giorno d’oggi esiste ancora ma che sicuramente è vittima di un’opera di bonifica da parte di una coppia affiatata di giudici, che con il loro lavoro e con il loro sacrificio hanno fatto luce su qualcosa di veramente oscuro, qualcosa che esiste ma nessuno ne vuole parlare, qualcosa che ci circonda ma che nessuno vuole vedere.
Grazie alla messa in scena sui teleschermi, anche chi è più giovane di chi come me ricorda vagamente quei giorni di sgomento, ha avuto la possibilità di rivivere un periodo significante della storia italiana, nei minimi dettagli e con una perfetta recitazione da parte degli attori scelti per questo così difficile ruolo. Un miscuglio di bravura artistica, tecniche di riprese, montaggio e abilità in regia che hanno colpito davvero; un’abilità nel ricostruire le scene, nei minimi dettagli, nei più piccoli particolari, l’abilità nell’alternare scene recitate ad altre realmente accadute, fanno di questa fiction una vera perla di cronaca come poche; fiction che avrà anche avuto un gran successo per l’Auditel e che probabilmente verrà riproposta nei prossimi mesi, ma che non sarà mai rivista a sufficienza, mai seguita troppo, mai ripresentata a ripetizione abbastanza da capire cosa realmente c’è in quella “cappa che soffoca”, così come non basta essere nati a Palermo, né essere figli dei figli di palermitani, così come non basta essere un giudice per capire cosa c’è in quella bellissima terra, che tanto fa parlar di sé, che tanto fa paura…non basta essere un membro della scorta, non basta essere Paolo Borsellino o Giovanni Falcone per provare a fermare questo flagello, non basta l’onestà e l’impegno di esigui contro l’omertà e la corruzione di molti, non basta la voglia di pochi contro l’indifferenza di tanti, basta solo far luce su ciò che ci circonda, anche se loro…”…tanto non cambieranno…”.

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