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15 novembre 2004

Chiesa di Maria SS. delle Grazie

Su una collinetta della frazione di Sava di Baronissi sorgeva fino a poco fa una chiesetta dedicata alla Madonna, sotto il nome di S. Maria delle GrazSu una collinetta della frazione di Sava di Baronissi sorgeva fino a poco fa una chiesetta dedicata alla Madonna, sotto il nome di S. Maria delle Grazie. La costruzione dell’edificio di culto, risalente alla fine del XIII secolo, e precisamente al 1293, fu voluta dal principe Tommaso II Sanseverino, che donò al monastero di Montevergine di Penta, sede dei Padri Verginiani il terreno ove sorge attualmente la chiesa. Un tempo tale costruzione era nota come cappella di S. Pietro, e dalle fonti risulta già attiva sul territorio nel 1309. Soltanto nel 1782, però, la chiesa fu dedicata alla Madonna, sotto il nome di Maria SS. delle Grazie. Dal 1882, poi, l’edificio assunse la definitiva fisionomia architettonica con la costruzione della sacrestia, che andò ad inserirsi in un impianto ad una navata con transetto. Danni ingenti sono stati registrati dalla chiesa in seguito al secondo conflitto mondiale. Proprio per questo motivo, negli anni settanta del secolo scorso l’edificio ha subito un radicale intervento di restauro. Tali lavori hanno visto la realizzazione di notevoli stucchi per l’interno, impreziosito dagli affreschi dell’artista Pasquale D’Aponte, nonché di un nuovo soffitto in cemento armato che ha sostituito quello precedente in legno, già abbastanza rovinato. La chiesa è stata recentemente distrutta da un’esplosione, avvenuta il 13 settembre 2004, in cui hanno perso tragicamente la vita due persone. Dell’edificio di culto è rimasto in piedi ben poco; infatti, ora possiamo vedere soltanto la parete alle spalle dell’altare, il transetto con una parte del tetto, una statua della vergine ed un affresco raffigurante il Cristo ed i fedeli. Essendo ancora l’evento molto vicino a noi, si potrebbe pensare di voler ricostruire da subito la chiesa, compiendo forse uno scempio maggiore rispetto al danno già provocato: sarebbe auspicabile, forse, realizzare una nuova costruzione inglobando ciò che è rimasto della precedente, oppure costruire ex-novo un edificio, magari poco distante dall’ubicazione della vecchia chiesa, luogo molto caro alla popolazione del luogo, con l’obiettivo di voltare pagina, ma mantenendo sempre avanti ai nostri occhi un’immagine indelebile per tutta la collettività.
Paolo De Angelis

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