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15 novembre 2004

Detto fra le righe

Cosa potrebbe distogliere l’uomo dotato di senno dal pensare a cosa sia meglio per sé? Ogni azione, ogni situazione pone l’agente (o meglio l’homo fabCosa potrebbe distogliere l’uomo dotato di senno dal pensare a cosa sia meglio per sé? Ogni azione, ogni situazione pone l’agente (o meglio l’homo faber) dinnanzi ad una scelta che, una volta eseguita, si espanderà nei suoi effetti e nei giudizi derivanti, saltando dal rimorso alla soddisfazione, dal rimpianto alla risoluzione, sospinta dal vento del “senno di poi”. Anche l’ultimo, labile, appiglio viene a mancare sotto l’incerta presa delle mani perché quell’angelo biondo dagli occhi del mare è volato già via. Sì, proprio quell’angelo, che ondeggiava qui e lì sbattendo lasciva le ali se n’è andata, lei che era guida nella scalata verso il Paradiso del manieristico afflato. Non rimane altro che lasciarsi andare al delirio onirico generato dalla gabbia d’oro che è stata costruita attorno. Come in un viaggio allucinogeno, sarà irresponsabile e piacevole lasciarsi cullare dal turbinio di colori e suoni che la gabbia ti trasmetterà, in chiaro, senza decoder o abbonamento. La ricezione sarà delle migliori, non preoccupiamoci; a volte ci saranno dei vuoti come vuote sono le grida dei prigionieri irakeni torturati in nome della civiltà occidentale e “superiore”. E’ il prezzo che dovremo pagare. A volte ci sembrerà irreale, ma sempre più reale del più reale dei reality-show, se non altro perché, a differenza della loro, la nostra gabbia sarà intangibile. Ognuno di noi sarà, in questa virtualità reale, il frutto delle sue scelte sbagliate, sbagliate non per il libero arbitrio, ma sbagliate perché l’autore (del programma) ha deciso così. Saremo malconci, a causa delle testate che abbiamo preso e che continueremo a prendere, mentre la nostra gabbia (o la nostra tv, o la nostra società) ci mostrerà facce felici, sorridenti e ben vestite. Noi, a stento, ci reggeremo in piedi; loro, invece, ci sembreranno appena usciti da una seduta in beauty-farm, ma, in realtà (quale realtà?) saranno sorretti da alcune cinghie che, come in una catena di montaggio, li condurranno dove un software preinstallato ha già deciso. Forse, tocca a noi scegliere: possiamo spegnere tutti i teleschermi, figurati e non, e cercare di costruirci da soli l’universo, sempre che il divino Kronos ci conceda di giocarci bene quel credito accumulato. Oppure, non avendo il coraggio, quasi da suicida, di spegnere tutto, cercheremo almeno di farci installare il software meno peggiore. Così, un giorno, camminando in un prato, potremo ancora apprezzare i colori ed i profumi di un fiore, senza sentire il bisogno di muovere il mouse per cambiare da ortensie in rose, da pomeriggio a mattino, ed alzare un po’ il volume e, magari, il livello del profumo.
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