• Google+
  • Commenta
15 novembre 2004

Nella morsa del terrore

Era il 1968 quando in Italia la situazione precipitava, la crisi avanzava, le strutture e le istituzioni si piegavano dinnanzi ai veloci cambiamenti
Era il 1968 quando in Italia la situazione precipitava, la crisi avanzava, le strutture e le istituzioni si piegavano dinnanzi ai veloci cambiamenti della società e delle sue necessità, l’autunno s’infiammava di ideali e riformismo, operai e studenti scendevano in piazza chiedendo rinnovamento e giustizia. La DC era immobile e inerte, l’opposizione sedata…si creava il bisogno di una reazione, così l’Italia cominciava ad armarsi, e questa volta non di parole. Il terrorismo nostrano nasce da due matrici: quella rossa di sinistra, che si proponeva di suscitare una rivoluzione proletaria (tra cui il GAP fondato dall’editore G.Feltrinelli e le BR fondate da R.Curcio esponente del movimento studentesco), e quella nera di destra, che voleva instaurare un regime autoritario (tra cui il NAR e Ordine Nero gruppo neofascista). Per un intero ventennio, dal ’68 all’88 le azioni di questi gruppi, in un’escalation di orrori e terribili attentati, hanno messo in ginocchio la nazione soffocandola nella morsa del terrore degli “anni di piombo”. Ricordiamo nel Dicembre 1969 la “Strage di Piazza Fontana” (16 morti, 88 feriti), nel 1980 la “strage di Bologna” per mano di Ordine Nero (85 morti, 200 feriti) e ancora l’attentato di Via Fani nel marzo 1988, giorno in cui le BR rapirono il presidente della DC Aldo Moro. Il terrorismo italiano mostra dunque connotati prettamente politico-reazionari, a differenza di quello islamico figlio del fanatismo religioso. Il combattente islamico porta la strage nell’ambito dei “nemici” operando secondo un preciso rituale nella prospettiva di raggiungere il paradiso: quindi più che un “kamikaze” si definisce uno “shaid” ovvero “martire”che combatte contro gli “infedeli”. Negli ultimi anni il terrorismo islamico è diventato non più un credo, ma uno strumento, un arma micidiale nella “guerra santa” contro l’occidente. Oggi abbiamo a che fare con nuove e potenti organizzazioni terroristiche (come Al Quaeda) finanziate e ben informate, collegate a gruppi islamici nati autonomamente, che uniti dispiegano le loro forze sulla scacchiera del mondo. Tirando le somme possiamo solo concludere che è più prevedibile l’azione del laico che sa di essere responsabile dei suoi atti, che quella del fanatico che agisce per “mano di Dio” inebriato dal suo credo distorto; e che la violenza e l’uso della forza in ogni forma e per qualsiasi motivo non sono mai la soluzione migliore.

Google+
© Riproduzione Riservata

Copyright © 2004-2015 - Reg.Trib. Salerno n°1115 dal 23/09/2004 | CF: 95084570654 - P.IVA 01271180778

Magazine di informazione su Scuola, Università, Ricerca, Formazione, Lavoro
Attualità, Tendenza, Arts and Entertainment, Appunti, Web TV e Web Radio con foto, immagini e video.
Tutto quello che cercavi e devi sapere sui giovani e sulla loro vita.

Redazioni | Scrivi al direttore | Contatti | Collabora | Vuoi fare pubblicità? | Normativa interna | Norme legali e privacy | Foto | Area riservata |

Per offrirti la migliore esperienza possible questo sito utilizza cookies.
Continuando la navigazione sul sito acconsenti al loro impiego in conformità della nostra Cookie Policy