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26 dicembre 2004

Un’onda mai vista

Una mattina come tante, di festa per tanti di noi amanti di questi giorni per le grandi abbuffate, i regali, la voglia di non pensare a niente che p
Una mattina come tante, di festa per tanti di noi amanti di questi giorni per le grandi abbuffate, i regali, la voglia di non pensare a niente che possa avere a che fare con i problemi e la tristezza. Eppure appena svegli la tv ci riporta alla cruda realtà del dolore e della incapacità di spiegarsi la morte provocata dalla natura!
Un’onda gigantesca di quelle che neppure nella fantasia si sono mai viste ha distrutto un immensità di case, alberghi, persone…
Si parla di migliaia e migliaia di vittime, di turisti trovatisi lì per caso, e di gente del posto che con il destino non ha conti in sospeso…
Viene naturale chiedersi perché tutto questo, e soprattutto perché tutto questo avviene proprio in questi posti in cui la sofferenza è già una caratteristica, la povertà è la parola d’ordine e la gente che già non ha niente si trova a dover fare i conti con le macerie!
Non ci sono risposte logiche mi verrebbe da credere che si tratta di una punizione per gente che in un’altra vita da qualche altra parte è stata colpevole di qualcosa e in questa vita deve scontare una pena!
Le scene che entrano nelle nostre case sono spaventose, come spaventoso è il pensiero che sia potuta accadere una cosa del genere! Il bilancio delle vittime non sarà mai definito del tutto ma ora è chiaro che potrebbe raddoppiare a causa delle conseguenze. Il maremoto ha distrutto quel poco di soccorso locale o di strutture civili, manca l’acqua potabile ed il sistema fognario è completamente distrutto ed ostruito da ciò che resta del mondo in superficie. La situazione perfetta per l’insorgere di epidemie su vasta scala, tali da provocare altrettante nuove vittime tra i sopravvissuti alle onde. Il mondo è chiamato ad aiutare invitando soccorsi, acqua e personale specializzato. Ora la solidarietà è necessaria, ma chissà quanto durerà tutto questo interesse nei confronti di un popolo che faticherà non solo a riprendersi dallo shock emotivo ma anche e soprattutto dal disastro materiale!

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