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23 febbraio 2005

Nuove vasche per Bracigliano

Ben 8 saranno le vasche da realizzarsi nel territorio. Dopo oltre tre ore di consiglio comunale a porte aperte del 18 febbraio scorso, il sindaco dottBen 8 saranno le vasche da realizzarsi nel territorio. Dopo oltre tre ore di consiglio comunale a porte aperte del 18 febbraio scorso, il sindaco dott. Ferdinando Albano d’accordo con il vice-commissario emergenza idrogeologica prof. Versace, docente di bonifiche e sistemazione idraulica all’Università della Calabria, ha rinviato a marzo la discussione della questione. A breve, quindi, la giunta comunale braciglianese sarà chiamata a deliberare l’approvazione o meno del progetto preliminare di messa in sicurezza del territorio, redatto dall’ingegnere Picarelli Luciano, professore di geotecnica alla Seconda Università di Napoli. “Progetto –spiega il professore Picarelli– dimensionato su eventi della stessa portata di quelli tristemente noti del 5 maggio 1998. Abbiamo studiato approfonditamente la situazione e ritengo che le scelte adottate riducano al minimo il rischio per la comunità in caso di eventuali episodi franosi e permetterà di ridurre l’area di territorio ricadente nella famigerata zona rossa”.
“Questo è l’obiettivo fondamentale –afferma il Sindaco– per un paese che ha ben l’80% della sua estensione vincolato dalla zona rossa. Come Sindaco ho il dovere di assicurare ai miei concittadini la massima sicurezza… dubito che possa trovarsi una soluzione alternativa che riduca l’impatto delle opere da realizzarsi… Se queste permetteranno di ridurre sensibilmente la zona rossa, non mi opporrò al progetto… Che piaccia o meno i lavori vanno fatti.”
Diversa la posizione di tutti gli altri membri della giunta comunale che, per una volta, vede schierate dalla stessa parte sia maggioranza sia opposizione. Dubbi e preoccupazioni sono stati sollevati dai numerosi cittadini che sono intervenuti all’incontro, tra i quali il dott. Gianni Iuliano, ex senatore e già primo cittadino.
Dubbi sulla reale necessità di tali interventi e, soprattutto, preoccupazioni per le ricadute su un’economia già messa in ginocchio dagli eventi del 5 maggio. Un’economia agricola: su 5300 abitanti, infatti, 1100 sono gli addetti nel settore.
Vicina a mq 100000 dovrebbe essere la superficie interessata dalle opere anche se buona parte potrebbe essere riutilizzata per attività agricole o ricreative. Con quale spirito, però, la comunità si accosterà a tali aree è da vedere. A Siano, dove già sono state realizzate, sono aree lasciate a se stesse. Senza contare l’impatto su un ambiente, quello braciglianese, che non ha eguali nell’alto salernitano.
Dubbi e preoccupazioni, insiti in ogni cittadino, non tangono il prof. Versace: “ Questo è il primo progetto in tanti anni per il quale il Comitato Tecnico Scientifico si è complimentato con il progettista”.
La sicurezza al primo posto ma … il vero timore è che possa essere l’ennesima opera incompiuta essendo al momento disponibili solo circa 7 milioni di euro dei 40 previsti. Un ultimo ma nodale quesito: i costi per la manutenzione e la competenza della stessa sono stati previsti e definiti?… A marzo dovrebbe sapersene di più!

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