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20 marzo 2005

AUTO USATA, i controlli esterni

– Il motore e le parti meccaniche.. Il motore, a vista, deve presentarsi asciutto, senza perdite di liquidi quali olio o altro. I tubi dell’impianto d- Il motore e le parti meccaniche.. Il motore, a vista, deve presentarsi asciutto, senza perdite di liquidi quali olio o altro. I tubi dell’impianto di raffreddamento devono essere integri, non devono cioè presentare spaccature o abrasioni di sorta, e la sede della batteria è bene che non sia corrosa dall’acido. Eventuali incrostazioni o macchie presenti su tubi o parti meccaniche sono sintomo di perdite e quindi, quantomeno, indice di riparazioni da effettuare a breve. E’ bene controllare anche eventuali perdite della pompa dell’acqua, del bulbo dell’olio, del servosterzo e di quant’altro costituisce l’impianto motrice della vettura. Particolare attenzione è bene riporre nel controllo dell’impianto in cui circola il carburante: eventuali perdite sarebbero davvero pericolose. E’ bene, inoltre, dato l’esborso non proprio modesto in caso di rottura, riporre particolare cura nel verificare lo stato della cinghia dell’alternatore (o, meglio, “cinghia dei servizi”) e della cinghia di distribuzione. La cinghia dell’alternatore deve presentarsi tesa e non usurata. Per quanto riguarda, invece, la cinghia di distribuzione è bene, se non si riesce a sapere il chilometraggio effettuato dalla stessa, provvedere, in caso di acquisto della vettura, alla sua sostituzione.
– I pneumatici. Dalla semplice osservazione dei pneumatici di una vettura possiamo trarre diverse informazioni. Il consumo del battistrada è bene che si presenti omogeneo: un consumo irregolare potrebbe indicare probabili anomalie di sospensione, telaio o altro. Il pneumatico deve essere privo di tagli e abrasioni e di evidenti screpolature. In presenza di tali elementi si dovrà prevedere la sostituzione. La valutazione del pneumatico è parametro da tenere in debito conto nella determinazione del prezzo della vettura in analisi data la spesa, non proprio economica, da dover affrontare in caso di sostituzione. Se l’usura del battistrada non è eccessiva (basta ricordare che il codice della strada prevede uno spessore minimo di 1,6mm per gli autoveicoli, filoveicoli e rimorchi, di 1,0mm per i motoveicoli e di 0,5mm per i ciclomotori) non sarà necessario provvedere a breve termine alla sua sostituzione. Operazione, però, che potrebbe rendersi necessaria, pur non essendo usurato, nel caso in cui la data di produzione risalga a diversi anni addietro: anche i pneumatici hanno una scadenza, il trascorrere del tempo ne altera l’elasticità con conseguente riduzione dell’aderenza dello stesso al fondo stradale. Caratteristica di un pneumatico è il suo codice DOT. Esso indica, tramite le quattro cifre di cui è composto, la settimana (04 indica la quarta settimana dell’anno, indi il mese di gennaio) e l’anno in cui è stato fabbricato (03 indica l’anno 2003). Da un semplice controllo potreste scoprire molte cose… Se, ad esempio, l’auto è stata immatricolata nel 2003 ed ha “solo” 15000 km potrebbe essere un affare… ma se monta ruote prodotte nel 2004 vuol dire che qualche cosa potrebbe non andare… e la domanda sorge spontanea: per quale motivo le gomme non sono quelle originali? Causa foratura o perché usurate? L’usura, però, è alquanto strana che si verifichi in soli 15000 km: il cambio gomme viene effettuato di norma, ma questo dipende molto dal tipo di pneumatico, dopo 25-35000 km…. Qualche dubbio sulla reale percorrenza è lecito che sorga.
– La carrozzeria. E’ requisito quasi indispensabile la presenza sulla carrozzeria di un’auto con qualche anno di vita sul semiasse, di qualche segno lasciato dal tempo. Piccoli graffi o ammaccature, abrasioni o opacità sono di ordinaria amministrazione: la totale assenza di imperfezioni, soprattutto se l’auto ha qualche anno, spinge a supporre che sia stata riverniciata. Una parvenza alquanto trasandata, invece, può essere presagio di un’alta percorrenza. La brillantezza del colore di un’auto di pochi anni è indice di particolare cura tenuta dal proprietario e di bassa esposizione al sole e alle intemperie. E’ bene osservare l’autovettura da diversi punti e con diversi riflessi della luce. A questo esame può risultare che il colore non presenti la stessa tonalità su tutta la superficie. Differenze cromatiche sono molto spesso conseguenti ad interventi di verniciatura necessari in seguito ad incidenti. In seguito a verniciatura grossolana, inoltre, soprattutto nei punti in cui si uniscono le diverse parti della carrozzeria, potrebbero essere presenti delle sbavature. E’ consigliabile esaminare anche i profili della carrozzeria: potrebbero presentare dei difetti. La chiusura degli sportelli, del cofano motore e del portellone posteriore, deve risultare ben allineata con il resto della carrozzeria: riscontro negativo è da addebitare probabilmente a danni subiti ed alla conseguente riparazione non a regola d’arte. Per quanto riguarda, inoltre, tutte le parti mobili della carrozzeria, quali portiere o portelloni, è bene provarne l’apertura e chiusura: devono aprirsi e chiudersi bene e le cerniere non devono produrre scricchiolii. Accertatevi, inoltre, che la carrozzeria, in particolare nei punti più nascosti quali i dintorni di portiere e la parte inferiore della scocca, non presenti punti di ruggine. Particolare riguardo va tenuto nell’analisi delle guarnizioni al fine di verificare l’eventuale possibilità di infiltrazioni d’acqua. Queste devono tenere perfettamente, soprattutto se si tratta di auto decappottabili o se prevedete di doverla lasciare all’aperto per lunghi periodi. In particolare, se la vettura in esame è cabrio, è bene accertarsi che la cappotte sia perfettamente integra e che il meccanismo non presenti anomalie di alcun genere. Praticamente, aprite e chiudete la cappotte o il tettuccio più volte e, quando l’auto è coperta o chiusa, irrigatela senza parsimonia. Quindi entrate all’interno per accertare l’assenza di eventuali zone umide nell’abitacolo: non dimenticate, già che ci siete, di controllate anche all’interno del bagagliaio. Non sarà, sicuramente, facile fare ciò in presenza del venditore, quindi riservate tale controllo all’ultimo momento prima dell’acquisto.
– Parabrezza, lunotto ed altri vetri. E’ banale ma opportuno, dati i costi elevati della sostituzione, il suggerimento di verificare adeguatamente la perfetta integrità delle superfici vetrate del veicolo. In particolare, è bene che esse non presentino neanche piccole “bolle” o incrinature: questi difetti, ascrivibili presumibilmente all’urto con pietrame od altri oggetti, richiedono la sostituzione o riparazione immediata del vetro. Possono, invece, risultare molto fastidiose per la visibilità del conducente eventuali striature presenti sul parabrezza o sul lunotto termico: esse sono da addebitare, molto probabilmente, al cattivo stato delle spazzole tergicristallo, non necessariamente di quelle al momento presenti. Non meno scrupoloso deve essere l’esame delle guarnizioni, dalle quali potrebbe filtrare acqua o, peggio, da cui potrebbero derivare spiacevoli inconvenienti. Ad una attenta analisi, i cristalli possono fornirci più informazioni di quante noi potremmo immaginare. Sui vetri è riportata, generalmente in basso, tutta una serie di informazioni tra cui una stringa del tipo “….0”: questa sigla ci informa sull’anno di costruzione del vetro, questo vetro è stato prodotto nel 2000. Un’auto immatricolata nel 2000 avrà probabilmente vetri prodotti nel 2000, anche se potrebbe essere stata prodotta nel ’99 e quindi presentare vetri siglati con “…9”: in questo caso l’anno di produzione sarà il 1999. La prima cosa che dobbiamo fare, quindi, consiste nel verificare che tutti i vetri siano dello stesso anno di immatricolazione o produzione del veicolo. La presenza di vetri di anni diversi deve allarmarci: per qualche motivo, incidente o semplice sostituzione, i vetri sono stati cambiati. Se ad esempio nel 2003 un’auto del 2000 subisse un incidente in seguito al quale si rendesse necessario la sostituzione di alcuni cristalli, probabilmente verrebbero installati vetri prodotti nel 2003 o nel 2002: controllando, quindi, noteremmo la disparità di sigle.

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