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7 giugno 2005

Bene Salerno ai Campionati Nazionali di Karate

Sabato 18 Maggio si sono svolti al Palacannizzaro di Catania i Campionati nazionali universitari di karate del CUS. Ogni CUS ha selezionato i miglioriSabato 18 Maggio si sono svolti al Palacannizzaro di Catania i Campionati nazionali universitari di karate del CUS. Ogni CUS ha selezionato i migliori atleti, formando la squadra che ha gareggiato in Sicilia. C’erano circa venti squadre, con i rispettivi protagonisti divisi per categorie: 60 kg, 65, 70, 75, 80, 85 e più di 85 kg. Ogni categoria inseriva gli iscritti in una griglia ad eliminazione diretta. Ha partecipato anche la nostra Università che, guidata e motivata ottimamente dal responsabile della spedizione Luigi De Maio, ha chiuso al secondo posto. Tra i “nostri eroi” c’è anche Venanzio Lanzara, 26 anni, iscritto alla Facoltà di Giurisprudenza, già vice-campione dell’ultimo campionato regionale federale e vincitore del bronzo nella categoria 85 kg a Catania. Ezio, oltre che uno studente, è anche uno dei membri della redazione di Controcampus, un amico, che abbiamo intervistato a seguito del suo successo.
Allora Ezio, da quanto tempo pratichi questo sport?
Da 15 anni, quando mi sono iscritto al FIJLKAM del Coni. L’ho scoperto per caso, vedendo gli allenamenti in una
palestra. Ho vinto tanto: cinque campionati regionali federali, un bronzo ai Campionati universitari del 1999 a Bari,
un primo posto al provinciale 2003 e vari piazzamenti e trofei nazionali per enti di promozione.
Come ti prepari alle gare?
Mi alleno cinque volte la settimana, tre nella palestra Shotokan di Rocca Piemonte diretta dal maestro Antonio
Zimeo (cui va tutto il merito per avermi portato ai vertici) e due a casa.
Per uno sport considerato minore, quali sono le difficoltà maggiori da affrontare?
Mancano palestre specializzate e ci sono pochissimi fondi che permettano di creare un serbatoio sportivo, anche se
la Campania da questo punto di vista è in crescita.
Cosa dà questo sport, quali sono i valori che trasmette?
Dà moltissimo, sia nei rapporti con gli altri che nelle sfide di tutti i giorni, aiutando a socializzare e mantenere la
calma. Soprattutto, però, aumenta il senso di solidarietà, grazie all’approccio che si ha con l’avversario, sempre
leale e che pretende che non ci si faccia del male.
Perché, a tuo parere, il karate non è promosso come altri sport?
Ci sono pochi sponsor, c’è poca informazione. La gente ha un’immagine stereotipata del karate. La realtà, invece, è
che è uno sport completo, molto più del nuoto, che stimola le capacità motorie e mentali al massimo. Perciò, invito
la gente a conoscerlo, per scoprirlo e capirne i valori, in modo che si possa sviluppare maggiormente.

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