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10 giugno 2005

Gran tour di sapori al Museo di Capaccio

Tradizioni gastronomiche, percorsi culturali e sviluppo economico sono gli ingredienti della kermesse in programma sabato 11 giugno alle ore 18 pressoTradizioni gastronomiche, percorsi culturali e sviluppo economico sono gli ingredienti della kermesse in programma sabato 11 giugno alle ore 18 presso il Museo “Paestum nei percorsi del grand tour” Tradizioni gastronomiche, percorsi culturali e sviluppo economico sono gli ingredienti della kermesse in programma sabato 11 giugno alle ore 18 presso il Museo “Paestum nei percorsi del grand tour” nel complesso monumentale di Sant’Antonio a Capaccio (Sa). L’evento è organizzato dalla Fondazione centro studi Giambattista Vico di Vatolla e dall’officina del gusto Santomiele di Ogliastro Cilento.
“Il grand tour dei sapori. Viaggiare, leggere, gustare, toccare. Un nostos alle tradizioni archetipe del Cilento. Riflessioni sul cibo quale meta di viaggio” è il titolo della manifestazione che sarà presieduta dalla prof.ssa Francesca Gallo, responsabile dei Parchi Letterari G.B. Vico, che coordinerà anche i lavori.
L’evento sarà aperto dai saluti delle numerose autorità che hanno preannunciato il loro intervento, ovvero Angelo Villani, presidente della Provincia di Salerno, Vincenzo Sica, sindaco di Capaccio-Paestum, Antonio Domini, sindaco di Agropoli, Giuseppe Tarallo, presidente del Parco nazionale del Cilento Vallo di Diano. A ricevere i relatori e i visitatori sarà Eustachio Voza, direttore del Museo “Paestum nei percorsi del Grand Tour”. Interverranno Vincenzo Pepe, presidente della Fondazione G.B. Vico, Mara Nocella, giornalista enogastronomico del “Gambero Rosso”, Carlo Galimberti, giornalista enogastronomico, Giuseppe Limone, docente di Filosofia del Diritto all’Università Federico II di Napoli, Roberto Paolillo, rappresentante della condotta “Slow Food” del Cilento e Vallo di Diano. Nel corso dei lavori è previsto un intermezzo musicale e la degustazione dei fichi bianchi del Cilento e dei loro abbinamenti.
L’azienda agricola Santomiele di Ogliastro è nata nel 1930, quando il nonno dell’attuale titolare comprò, con i risparmi di anni di lavoro in Argentina, un fondo rustico di 6 ettari denominato Santomiele e confinante con un piccolo appezzamento ricevuto in eredità dal padre. Con l’aiuto di alcuni coloni iniziò la coltivazione piantando circa 3.000 piante di fichi ed olivi in sesto alternato. La coltivazione dei fichi bianchi migliorò sempre di più, fino ad arrivare alla fine degli anni Sessanta a 50 quintali di prodotto secco annuale. Con la morte dell’anziano, però, iniziò un lento declino dell’azienda fino agli anni Novanta, quando Antonio Longo ha iniziato il recupero delle piantagioni dei fichi e degli ulivi utilizzando metodi di coltivazione esclusivamente naturali.
Nel 1999, vista la crescita sia quantitativa che qualitativa della produzione dei fichi, è stata costituita la società Santomiele sas allo scopo di promuovere e valorizzare in particolare i fichi bianchi del Cilento. Negli ultimi anni l’azienda ha affiancato ai fichi altri prodotti, come la “Struffolata Cilentana” (un dolce a base di vino moscato e miele), cioccolatini artigianali, “Limonfichi”, “Sciuscià”, “Mela”, “Scugnizzi”. Nel maggio 2002 l’azienda ha iniziato anche la coltivazione biologica del ficheto ottenendo un prodotto di alta qualità.

Paolo De Angelis

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