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23 giugno 2005

Il più brutto Gran Premio della storia

Domenica gli appassionati di motori hanno storto il naso alle 19 in punto, quando in diretta da Indianapolis hanno avuto l’amara e sconvolgente so

Domenica gli appassionati di motori hanno storto il naso alle 19 in punto, quando in diretta da Indianapolis hanno avuto l’amara e sconvolgente sorpresa all’accensione dei teleschermi sul Gran Premio degli USA di F1: sei sole vetture alla partenza! Il motivo è stato sconosciuto per i primi giri, tanto che anche i cronisti Rai, increduli, non sapevano come commentare questa sconvolgente partenza. Abituati a griglie di partenza ben più calde, con la solita tensione, e il grande rombo dei motori in cuffia, i due commentatori hanno poi dato con molto scalpore la notizia del ritiro di tutte le case automobilistiche che montavano gomme marcate “Michelin”. La motivazione riguardava la sicurezza, perché le gomme francesi non garantivano aderenza nell’ultima curva che precede il noto rettilineo del circuito più famoso al mondo.
Quindi alla partenza solo Michael Schumacher, Barrichello, e i piloti di Jordan e Minardi, rispettivamente Monteiro e Karhikeyan per i britannici, e Albers e Friesacher per la scuderia italiana, ovviamente gommati “Bridgestone” e quindi disposti a partire perché i pneumatici garantivano sicurezza nel tratto incriminato. Sicurezza che ha portato al ritiro Trulli, Raikkonen, Alonso, Button, Fisichella, Sato, Webber, Massa, Montoya, VIlleneuve, Zonta, Klien, Heidfeld, e Coulthard; che avevano chiesto un inserimento di una chicane immediatamente prima della curva che nei giorni di qualifica ha dato vita a due incidenti pericolosi accaduti a Ralf Schumacher e Ricardo Zonta. Per la cronaca sportiva, la gara è conclusasi con la doppietta Ferrari, la prima di quest’anno, che ha rilanciato il team italiano nelle due classifiche costruttori e piloti, con Schumacher ora a soli 3 punti da Raikkonen secondo e a -25 da Alonso.
Le conseguenze per la FIA sono state notevoli, a partire dal pubblico che ha abbandonato le tribune dopo poco, e per finire nell’ira dei gestori del circuito che hanno dichiarato apertamente con un comunicato ufficiale che per gli Stati Uniti, la Formula 1 ha chiuso.
Momenti davvero bui per Ecclestone, che dopo la crisi di eccessive vittorie Ferrari si è visto costretto a cambiare il regolamento, ora si trova a combattere con sé stesso e con norme da lui varate per garantire uno spettacolo che sembra davvero non esserci più.

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