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11 giugno 2005

La donna

Frammento di stella caduto dal cielo, cullato da petali di fiori, raggio di sconosciuto e caldo sole che ha squarciato il buio della notte senza luna,Frammento di stella caduto dal cielo, cullato da petali di fiori, raggio di sconosciuto e caldo sole che ha squarciato il buio della notte senza luna, né stelle, straordinario arcobaleno dai tiepidi pastelli, tra esplosioni di colori e luci angeliche, ha acceso il mondo con i suoi dolci sorrisi. Tra leggenda e realtà fin da quando,coperta di vellutati fiori in boccio, nasceva dal mare, col suo sguardo ha incantato l’uomo, incarnato ideali e valori, combattuto difficili battaglie, preso drammatiche decisioni. Da sempre, angelo custode al fianco dell’uomo, eterea creatura figlia della perfezione, coraggiosa e virtuosa eroina, ha lasciato un indelebile segno nell’immenso universo fatto non di atomi, ma delle storie, delle lacrime, degli sguardi e dei dolori dell’umanità. Ogni notte l’argentea luna, specchiandosi timidamente nei suoi occhi, vi lascia un po’ del suo inspiegabile mistero e del suo eterno fascino, riempiendo di magia il suo sguardo. Passione bruciante che acceca la realtà ( Shakespeare ), mistica essenza capace di ricongiungere l’animo umano al paradisiaco cielo ( Stilnovismo ), guerriera costruttrice del proprio destino( Angelica-Ariosto), crudele vampiro assetato di felicità e angelo di pura bellezza (Baudelaire ), la donna è musa ispiratrice di sogni, sentimenti e arte, motore di ogni azione, sole di ogni giorno, stella di ogni notte. Le donne hanno percorso un lungo e difficile cammino nel tempo. Hanno lottato per affermare i loro diritti, hanno sperato e sognato un mondo migliore. Una nuova realtà in cui le persone potessero finalmente respirare libertà, e vivere al di sopra delle convenzioni sociali e morali, per librarsi in volo con le ali della ragione fino ad una nuova dimensione più aperta al dialogo, al confronto, più moderna ed egalitaria in cui i valori e gli ideali non fossero soltanto un utopica predicazione dei sognatori ma tesoro di ogni uomo. Sono state donne speciali, come Giovanna D’Arco e Marie Curie, che hanno rischiato la propria vita per cambiare la storia e far progredire l’umanità. Sapevano che il vero progresso risiede non nelle macchine, ma nella crescente potenza del senso morale, del giusto e del vero. Ma in alcuni paesi, come in un freddo inverno dei cuori , gli uomini come rondini ubriache hanno perso la strada di casa, poiché accecati dall’odio e gelati dall’indifferenza. In quei luoghi, che sembrano essersi fermati nella notte dei tempi, come in una vecchia foto sbiadita, la realtà è distorta e la donna è solo un oggetto senza alcun valore, da nascondere e relegare in un polveroso angolo di silenzio. Ogni diritto le è stato negato: anche il più elementare. Non può parlare, né leggere, né studiare, uscire, lavorare o provvedere alla propria sussistenza. Viene cancellato nel suo cuore ogni dignità di essere umano, viene estraniata dal mondo, rinchiusa in prigioni di solitudine e paura, soffocata da un etica assurda. Attraverso il burqua le donne afgane guardano il mondo, sognano la libertà e in silenzio piangono lacrime di dolore. Nel mondo dunque ci sono società in cui il fondamentalismo e l’integralismo religioso hanno preso il sopravvento su ogni aspetto della vita umana, azzerandone il pensiero, la libertà, l’espressione individuale, la razionalità. Non stiamo parlando di un incubo, di un mondo lontano,di un tempo remoto e sconosciuto, ma di oggi, del nostro mondo, di una realtà a pochi chilometri dal nostro vivere quotidiano. Restiamo sempre “L’uomo della pietra e della fionda”, a cui la storia non ha mai insegnato niente, e che non vede nel cielo gli stormi d’uccelli neri macchiati di sangue, che volano al crepuscolo a ricordare gli ideali per cui tanti uomini sono morti . La strada del progresso civile è un lungo e tortuoso sentiero di montagna cosparso di grossi macigni come le convenzioni sociali e morali, l’analfabetismo, la scarsa conoscenza culturale, la povertà, la violenza: dunque c’è bisogno di tutti, uomini e donne, del loro impegno, delle loro scoperte, dei loro buoni sentimenti, per spostarli e farli rotolare via. Ai giorni d’oggi, in occidente, vedere la donna ormai presente in tutte le attività della società ansiosa di dare il proprio contributo, misurare le proprie forze, sfruttare le proprie capacità, ci fa scorgere tra le minacciose nuvole di un temporale, un pallido raggio di sole e di speranza, perché : “DONNE DA VOI NON POCO LA PATRIA S’ASPETTA…” (G. Leopardi )

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