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9 giugno 2005

Premio Galileo Galilei a Luigi Magni

Il Grande Oriente d’Italia ha premiato il regista simbolo della Roma democratica e libertaria. In una calda serata, sullo splendido prato di Villa MedIl Grande Oriente d’Italia ha premiato il regista simbolo della Roma democratica e libertaria. In una calda serata, sullo splendido prato di Villa Medici del Vascello (già teatro, dal 29 giugno ai primi di luglio del 1849, dell’eroica resistenza antifrancese della Repubblica Romana), il Gran Maestro del Grande Oriente d’Italia, avv. Gustavo Raffi, ha consegnato il Premio “Galileo Galilei-classe sole” (conferito annualmente dal GOI a personalità distintesi nella difesa della libertà della cultura e della laicità dello Stato) al regista Luigi Magni. L’iniziativa rientra pienamente nella linea di massima trasparenza e piena apertura alla società civile scelta da diversi anni dal GOI (compresa l’apertura degli archivi storici della Massoneria italiana, cui ora possono liberamente accedere, a Villa Medici, studiosi e giovani studenti). Dopo la prolusione di Raffi – centrata sulla necessità d’un impegno di tutti i democratici in difesa della laicità della Repubblica – sono stati proiettati brani significativi dei capolavori di Magni, da La Tosca a Nell’anno del Signore, sino all’appassionata rievocazione della Repubblica mazziniana del ’49 tracciata con In nome del popolo sovrano. “Oggi – ha detto il regista, commosso dall’onorificenza ricevuta – fare un film è diventato, il più delle volte, puro business, senza quasi più l’ombra di quelle passioni civili che, pur accanto all’aspetto commerciale, caratterizzavano molte pellicole d’una volta. Sui set d’un tempo, dal neorealismo sino ai primi anni ’70, si respirava un’aria del tutto diversa: pur fra i capricci, anche allora, di artisti che, di punto in bianco, volevano rifar tutto da capo, eravamo tutti uguali, e non arrivavano ’ordini di scuderia’ dei vari ’padreterni’, politici o finanziari. Non parliamo, poi, delle varie fiction storiche di Rai e Mediaset che, tranne rare eccezioni, non contribuiscono certo a rafforzare l’identità unitaria d’un Paese come il nostro, storicamente diviso e tormentato”. Durante la Resistenza, Magni conobbe personalmente Eugenio Colorni, e con un nonno, da parte materna, dal cognome tipicamente ebraico, Di Castro (come la popolana di Nell’Anno del Signore, interpretata da Claudia Cardinale), visse da vicino il dramma degli israeliti romani. Da queste esperienze nacque, nel 1995, il film Nemici d’infanzia, ritratto (per sua stessa ammissione, vagamente autobiografico) di due fraterni amici che, dopo l’8 settembre, optano uno per la Resistenza, l’altro per Salò. Ci attendiamo – cosa che Magni non ha escluso – altre rivisitazioni della nostra storia recente.
“Ma oggi – ha concluso il regista – ci sono preoccupanti segnali di imbarbarimento della società, dal terrorismo all’individualismo sfrenato; e, al tempo stesso, una grande offensiva dell’integralismo, d’ogni colore. Per contrastare questi fenomeni ci vuole una grande spinta di rinnovamento sociale, autenticamente popolare; cui i mass-media, se vogliono, possono fortemente contribuire”.

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