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16 giugno 2005

Punkreas: ma il punk non era morto?

Fuoco alle canne entrano i Punkreas sul palco, preceduti dal chitarrista Noyse, molto disponibile nel concedersi un paio di foto, autografi e pippat
Fuoco alle canne entrano i Punkreas sul palco, preceduti dal chitarrista Noyse, molto disponibile nel concedersi un paio di foto, autografi e pippatine illegali col il pubblico. Il concerto è stato caratterizzato da un continuo saliscendi sul palco di fan scatenati, prima timido, poi spudoratissimo. L’invasione di massa, fino a far eclissare il gruppo, è riuscita per ben due volte, cosa che ha dato al concerto una carica emotiva ancor maggiore. Non sono mancati alcuni “ospiti” ai microfoni, ragazzi e ragazze che, armati di alcolico coraggio, hanno degnamente sostituito Cippa alla voce. Fra i brani in scaletta “WTO”, “Toda Noche”, “Falsa”, tratti dall’album del 2002 “Falso” e “American Dream”, “Satanasso” dedicata a tutti i metallari presenti, “Fratello Poliziotto”, “Vietato” tratti dall’ultimissimo “Quello che sei”. Come finale, il gruppo milanese, stracontento di esibirsi per la prima volta in Calabria, ha scelto “Canapa”, a suggellare il tripudio di marijuana che si è respirato durante tutto il concerto. L’assalto senza freni al palco, ha concluso e salutato degnamente una serata eccezionale, un concerto coinvolgente che testimonia, ancora una volta, la fame di rock del nostro meridione.

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