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9 giugno 2005

Referendum: 12 e 13 giugno, analizziamo quesito sulla ricerca

Quattro i quesiti referendari sulla procreazione assistita che gli italiani, il 12 e 13 giugno, sono chiamati a votare. La consultazione referendari
Quattro i quesiti referendari sulla procreazione assistita che gli italiani, il 12 e 13 giugno, sono chiamati a votare. La consultazione referendaria sarà di tipo abrogativo e necessita dunque del raggiungimento del quorum che non è invece richiesto per il referendum confermativo. “Una proposta soggetta a referendum – cita la Costituzione italiana – è approvata se ha partecipato alla votazione la maggioranza degli aventi diritto e se è raggiunta la maggioranza dei voti validamente espressi”. I referendum sulla fecondazione assistita vedranno la partecipazione, per la seconda volta dopo il referendum del 2003 sull’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori – degli italiani residenti all’estero.
Agli oltre 50 milioni di italiani interessati alle consultazioni referendarie, si aggiungono quindi i 2 milioni e mezzo residenti all’estero con diritto di voto e il loro numero sarà computato e quindi fondamentale ai fini del calcolo del quorum. Il primo quesito referendario riguarda la ricerca scientifica e sperimentale sugli embrioni. Rispondere “sì” farebbe ripartire la ricerca sulle cellule staminali embrionali, attualmente vietata in Italia dalla legge 40. Rispondere “no” significa schierarsi contro questo tipo di ricerca e quindi a favore della legge 40.
Gli italiani possono scegliere anche una terza via, quella dell’astensione, che eviterebbe di raggiungere il quorum necessario e contribuirebbe a lasciare la situazione allo status quo. La ricerca scientifica sulle cellule staminali embrionali ha sollevato un enorme polverone. In questi mesi si sono alzati i toni e anche il mondo scientifico si è diviso. Sui prossimi referendum l’opinione pubblica si è spaccata.
A cura di www.salernonotizie.it

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