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10 giugno 2005

Referendum: le ragioni

Medici e ricercatori ritengono che la ricerca sulle cellule staminali rappresenti una speranza di cura per malattie che colpiscono milioni di personeMedici e ricercatori ritengono che la ricerca sulle cellule staminali rappresenti una speranza di cura per malattie che colpiscono milioni di persone, come: diabete, infarto, sclerosi multipla, morbo di Parkinson, alcune forme di cancro, lesioni del midollo spinale, ictus, sclerosi laterale amiotrofica, Alzheimer. Secondo il Rapporto stilato dalla commissione di studio nominata nel 2000 dal ministro Umberto Veronesi e presieduta dal premio Nobel Renato Dulbecco: “E’ possibile stimare, sebbene in via del tutto preliminare, che… l’utilizzo di cellule staminali di varia origine possa portare a sviluppare metodiche cliniche per il trattamento di un numero di pazienti che, comprendendo le patologie di origine cardiovascolare, si avvicina ai 10 milioni di individui”. Ma il referendum del 12 e 13 giugno non è solo una contesa di matrice politica… Dietro l’approvazione della legge sulla fecondazione assistita ci sono evidenti pressioni del Vaticano sui partiti. Ne sono testimonianza le pesanti ingerenze del presidente della Conferenza episcopale italiana Camillo Ruini, che ha più volte invitato i cittadini italiani ad astenersi dal voto per far fallire i referendum, ha esercitato pressioni sul governo per fissare la data dei referendum a giugno in modo da favorire l’astensionismo e ha ottenuto, facendo perno sui partiti cattolici presenti in entrambe le coalizioni, che fosse respinta sia dal centrodestra che dal centrosinistra la richiesta di ospitalità elettorale avanzata dai radicali per le regionali. Naturalmente vi è un doppio-fondo per ciò che concerne il referendum: la legge 40 equipara i diritti dell’embrione a quelli della madre. Pone così le basi per mettere in discussione la legge sull’aborto. Dunque, una spirale di referendum potrebbe aprirsi se vincesse il “si”.
In questi giorni, molti esponenti di politica e non, hanno ritenuto giusto affermare che sulla vita non si vota. Eppure i parlamentari hanno votato sulla vita, approvando la legge 40. I cittadini non hanno diritto di pronunciarsi su questioni che vivono sulla propria pelle? È impensabile che in questo articolo si possano definire tutti i particolari della vicenda. Ognuno di noi deve avere una idea nel caso specifico.

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