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4 giugno 2005

Se mi lasci ti Cancello

Eternal Sunshine of spotless mind, l’eterno scintillio delle anime candide…l’eterna brillantezza delle menti immacolate, poesia…e invece nel paese delEternal Sunshine of spotless mind, l’eterno scintillio delle anime candide…l’eterna brillantezza delle menti immacolate, poesia…e invece nel paese della poesia e dell’arte, una pellicola del genere viene tramutata in Se mi lasci ti cancello. Niente da dire contro coloro che si occupano di trasformare i titoli nelle case di produzione italiane, a volte si trovano davanti a casi disperati (Eyes wide shut come lo tradurreste?!), ma perché rovinare un film riducendo il suo titolo a indicare un’altra, ennesima commedia spensierata? Sarà che Jim Carrey, nonostante sia stato il fantastico protagonista di almeno altri due capolavori quali Man on the moon e The Truman Show (saggiamente non tradotti), è ricordato dalla critica solo per il suo trasformismo fisico di The Mask e per le smorfie di Ace Ventura? Mistero. Fatto sta che l’ultima pellicola di Michael Gondry, famoso in patria per essere l’autore dei videoclip di Bjork, nel nostro paese, anche a causa della “ri-nominazione” subita, non ha raccolto ciò che meritava e solo ora sta venendo apprezzato per quel che realmente vale, grazie al passaparola e all’home video.
Si parte dal titolo (ovviamente quello originale) per raccontare questa pellicola. L’anima candida, innocente e innamorata, è quella di Joel, un Jim Carrey sognatore e un po’ trasandato, che si innamora di Clementine, Kate Winslet vivace ragazza dai capelli multicolore. Tutto fila liscio finché Clementine, dopo un litigio decide di rendere la sua mente immacolata! Decide di ripulirla, una rimozione freudiana aiutata da una tecnologia inverosimile che le permette di ripulire la sua memoria da tutti i ricordi riguardanti il suo ragazzo. Scoperto il fatto anche il povero Joel decide di fare altrettanto, più per vendetta che per convinzione. Si rivolge allo stesso medico e si sottopone alla cancellazione. Entrano in scena due collaboratori un po’ stralunati (Elijah Wood e Kristen Dunst, perfetti nei loro ruoli) per sottoporlo al trattamento. Ma fare tabula rasa non è facile come Joel credeva a causa di una strenue opposizione del suo inconscio.
È l’eterno scintillio. Quel bagliore che riaffiora quando si rivisita un evento del passato che ha lasciato un segno profondo nella propria vita. Quella piccola luce che rende piacevole il ricordo di un’esperienza, e che si accende ogni qualvolta si riporta alla mente un episodio che ha lasciato una sensazione nel profondo dell’anima. È in questo momento che l’anima candida, senza macchia, si ribella e si riappropria della sua memoria. Joel ripercorre in un susseguirsi di immagini patinate e iper-colorate il suo passato, si rivede bambino poi adolescente, ed infine adulto, cercando di nascondersi nelle pieghe della sua mente insieme al ricordo di Clementine per sfuggire alla rimozione.
Gondry ci trasporta nella mente di Joel con sapienza narrativa da grande regista aiutato dalla sceneggiatura di un geniaccio come Charlie Kaufmann (avete visto Essere John Malkovich?) giustamente premiata con l’Oscar.
Un film che parla di memoria e di sentimenti, ma senza mai scadere nella banalità o nel melodramma, da vedere e rivedere per cogliere ogni piccolo dettaglio estetico ed ogni sottile sfumatura filosofica che racchiude. Di certo così si potrà ricordare perfettamente.

Gaetano Maiorino.

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