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8 luglio 2005

A Napoli Sizzla, il Rapper anti-Gay: Concerto a rischio

Il suo nome è Sizzla Kalonji, il suo genere musicale è il reggae, il suo stile canoro è il rap e la sua provenienza è la calda Jamaica. Segni particolIl suo nome è Sizzla Kalonji, il suo genere musicale è il reggae, il suo stile canoro è il rap e la sua provenienza è la calda Jamaica. Segni particolari: integralista “rasta”. In perfetto stile Jamaicano ha un look composto da una classica capigliatura di lunghi dredd, da un abbigliamento colorato solo ed esclusivamente di giallo, verde, nero e rosso, ha la pelle nera, fuma solo erba ma i suoi testi sono un po’ troppo eccessivi per qualcuno.
Infatti è stato accusato di “omofobia” causa alcune frasi che istigano alla discriminazione e alla violenza contro chi devia le leggi sessuali naturali. Quindi dopo essersi visto annullare concerti a Parigi, in Puglia, a Bologna e a Pescara, ora anche la comunità dell’arcigay di Napoli sta tentando a tutti i costi di boicottare la sua esibizione live che si terrà il 22 luglio nell’ambito dell’annuale rassegna “Napoli reggae festival”. Sotto accusa il testo di “Pump up” dove in un rap Sizzla dice: “Date fuoco agli uomini che fanno sesso con gli altri uomini”. Indesiderate dalla comunità omosessuali anche altre canzoni come “Boob boom” dove si legge dalla traduzione: “I finocchi devono essere uccisi”, o ancora “Sodomiti e finocchi / dico morte su di loro / vado e sparo ai finocchi con un’arma” che si ascolta nel brano “Get to da point”.
Il “reggae-man” proveniente dalla libera e calda Giamaica, ma dove è stato educato con regole lineari e all’insegna del convivere a contatto con la stupenda natura che offre la loro isola, ora si trova dinanzi un’accoglienza partenopea fondata su una durissima protesta degli omosessuali campani che nella lettera al sindaco Jervolino specificano che permettendo la diffusione di questi messaggi, si ritorna all’emissione dei messaggi della religione rasta fondamentalista, dove l’omosessualità è considerata un reato grave perché non rispetta le leggi imposte da madre natura.
Stessa sorte di Eminem per Sizzla allora, che si vide contestare aspramente alcuni passaggi dei suoi chilometrici rap dalle comunità omosessuali statunitensi, ma a suo tempo i giudici la diedero vinta al rapper bianco che però in cambio, nel corso degli anni, ha moderato i suoi testi cercando di non sbilanciarsi troppo su queste argomentazioni.
Vedremo chi la vincerà qui a Napoli…la partita è tra la protesta della comunità gay e la musica della famiglia reggae; e il risultato lo si saprà solo sul palco del “Napoli reggae festival”.

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