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4 luglio 2005

Live 8: Roma fra rock e solidarietà

Con l’anteprima Live 8 di Francesco De Gregori, si è aperto a Roma il megaconcerto distribuito sull’intero pianeta e voluto fortemente daCon l’anteprima Live 8 di Francesco De Gregori, si è aperto a Roma il megaconcerto distribuito sull’intero pianeta e voluto fortemente da Sir Bob Geldof, per sensibilizzare l’opinione pubblica mondiale sulla povertà in Africa. Per un’intera giornata iniziata nel primo pomeriggio e terminata all’1.30 del mattino, Roma è diventata la capitale della solidarietà e del rock, grazie ad una grande partecipazione di pubblico che aumentava con il passare delle ore. I filmati proiettati sui 4 maxischermi sulla povertà in Africa e seguiti in religioso silenzio dalla folla, hanno sicuramente contribuito a far scorrere un po’ più velocemente i cambi di scena fra un artista e l’altro. Dopo De Gregori e Fiorello (che è stato il vero mattatore dell’evento) è stata la volta di Zucchero con una splendida versione di Indaco dagli occhi del cielo per dare spazio poi ai primi ospiti stranieri della manifestazione ovvero i Duran Duran. (Reach Up For The) Sunrise ha preceduto una versione molto sentita di Ordinary World che Simon Le Bon, ha dedicato ad un suo carissimo amico scomparso prematuramente. Come vent’anni fa al Live Aid il gruppo ha successivamente deciso di eseguire Save A Prayer “nella speranza che a differenza del 1985 cambi realmente qualcosa” – ha detto il leader della storica band durante la presentazione del pezzo. Folla scatenata per i Gemelli Diversi che grazie alla bellissima Mary hanno contribuito ad aumentare l’entusiasmo dei presenti. Visibilmente emozionato Federico Zampaglione dei Tiromancino, che ha lasciato cadere ogni esitazione dell’esordio nell’esecuzione in duo con Meg di Nessuna Certezza. Pubblico in vero e proprio delirio per Luciano Ligabue che a conclusione della sua performance, ha cantato assieme a Piero Pelù e Jovanotti Il mio nome è mai più, splendido brano di scottante attualità. Nel corso della sua esibizione, scende fra la folla Jovanotti che dopo aver eseguito con l’Orchestra Piazza Vittorio un eletrizzante Ombelico del mondo, chiede al nostro governo di fare giustizia. “Stasera ho un brivido – dice il cantante – e questo brivido passerà anche attraverso i rappresentanti dei paesi più ricchi del mondo”. Trio a sorpresa invece per quanto riguarda la performance di Renato Zero che grazie all’improvvisa apparizione sul palco di Laura Pausini e Claudio Baglioni, hanno offerto una magnifica interpretazione di I Migliori anni della nostra vita. La fase conclusiva del concerto viene così dedicata alla romanità del Live 8, con Antonello Venditti e la partecipazione di Carlo verdone, durante l’esecuzione di Roma Capoccia. L’attore ha suonato, infatti, la batteria accompagnato da Alex Britti alla chitarra. Chiudono definitivamente il concerto i sedici elementi dell’Orchestra Piazza Vittorio . Grande assente della manifestazione Pino Daniele che nonostante la sua prima adesione al concerto ha preferito non partecipare, a causa dello strapotere degli inglesi nel sottoporre agli artisti italiani dei contratti inadeguati per quanto riguarda la cessione dei diritti d’immagine, fonografici e morali. A conclusione dell’evento, sul grande palco allestito nella Città Eterna si sono esibiti, in perfomance rigorosamente live, circa un 95% di artisti italiani e un 5% di artisti stranieri. Una partecipazione questa piuttosto considerevole che ha dato la possibilità a Bob Geldof di congratularsi con i cantanti nostrani, per essere entrati nella vera ottica del Live 8. Un ottica che non ha lasciato indifferente nemmeno lo stesso organizzatore che nonostante le precedenti dichiarazioni ha deciso di esibirsi in Hide Park con una versione totalmente inaspettata di Tell me why I don’t like mondays.

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