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15 luglio 2005

Nasce il centro di ricerca interdisciplinare

Nasce presso l’Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia un Centro di ricerca interdisciplinare per lo studio dei determinanti umani degli inciNasce presso l’Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia un Centro di ricerca interdisciplinare per lo studio dei determinanti umani degli incidenti stradali. E’ denominato Ce.S.D.U.I.S. e si propone di approfondire con un approccio integrato i fattori di rischio umani legati alle condizioni psicofisiche dei conducenti nella determinazione degli incidenti stradali. Sarà coordinato dal prof. Gianfranco Vivoli, Direttore del Dipartimento di Scienze Igienistiche, Microbiologiche e Biostatistiche dell’Università di Modena e Reggio-Emilia.

Modena si propone di diventare punto di riferimento in ambito nazionale per lo studio dei fattori umani degli incidenti stradali, che in Italia rappresentano la prima causa di morte nelle classi di età compresa tra i 15 ed i 30 anni e sono una delle maggiori cause di invalidità (oltre 20.000 invalidi permanenti all’anno).

Sulle responsabilità di questa vera e propria “emergenza sanitaria” esistono abbondanti rilevazioni statistiche ed un’ampia pubblicistica, ma pochi studi hanno adeguatamente approfondito il ruolo esercitato sulla performance di guida e sulla incidentalità stradale di sostanze psicotrope (alcol, droghe) e di farmaci che possono ridurre la vigilanza e/o favorire la comparsa del colpo di sonno. Diversi fattori di natura psicologica e comportamentale legati all’età, alla dieta, al diverso ritmo sonno-veglia ed alcune patologie cronico-degenerative possono, altresì, compromettere lo stato di vigilanza con possibili ripercussioni sugli infortuni stradali.

L’indagine e la rilevazione scientifica di questi fattori sarà affidata al Centro di ricerca interdisciplinare per lo studio dei determinanti umani degli incidenti stradali – Ce.S.D.U.I.S., istituito presso il Dipartimento di Scienze Igienistiche, Microbiologiche e Biostatistiche dell’Università di Modena e Reggio-Emilia.

“Da circa 20 anni presso il nostro Dipartimanto – spiega il prof. Gianfranco Vivoli, ordinario di Igiene presso l’Università degli studi di Modena e Reggio Emilia, responsabile del Ce.S.D.U.I.S. – vengono condotti studi sul grado di attivazione neuroendocrina e cardiovascolare generato, in vari gruppi di soggetti, da condizioni di stress psicofisico, presenti in diversi ambienti di vita e di lavoro. In tale contesto sono anche stati indagati gli effetti biologici, generati dalla guida su strada dei più comuni tipi di veicoli (automobili, autobus, autocarri), misurando alcuni marcatori biochimici di stress, quali catecolamine e cortisolo, oltre ad alcuni modulatori del tono vascolare e della funzione piastrinica (Prostacicline e Trombossano). In questi studi sono stati altresì indagati rilevanti parametri emodinamici, monitorando in continuo l’elettrocardiogramma (ECG secondo Holter), la frequenza cardiaca e la pressione arteriosa. In particolare, nell’ambito di uno studio condotto su autisti di mezzi pesanti è stato indagato il grado di vigilanza mediante appositi test psicometrici. In questo specifico caso si è osservato un peggioramento dei tempi di reazione e della capacità reattiva sotto stress in rapporto all’età anagrafica anche all’interno di una fascia di età molto circoscritta (34-53 anni). Degno di nota è il reperto, in alcuni soggetti, di un peggioramento della performance di guida in rapporto ai livelli di melatonina misurati al mattino. Tali risultati suggeriscono l’opportunità di adeguare le schedule di guida al cronotipo individuale serotino o mattutino. Si è, inoltre, osservato che la performance di guida, stimata tramite la misura dei tempi di reazione a stimoli visivi ed acustici, peggiora in rapporto ad alcuni tratti della personalità e in particolare con la stabilità emotiva (BFQ-S)”.

Gli obiettivi che il Centro Ce.S.D.U.I.S. intende sviluppare, avvalendosi di svariate competenze presenti nell’Ateneo nelle discipline che si occupano di Sanità Pubblica, Fisiologia, Psicologia, Farmacologia, Medicina legale, Alimentazione e Nutrizione umana, riguardano le seguenti aree tematiche:

• studio del profilo cognitivo e di personalità del guidatore a rischio, quale strumento per delineare l’eventuale adozione di percorsi formativi e riabilitativi specifici per ripetute condotte di guida rischiose;
• studio del debito di sonno e del sovraccarico lavorativo sul rischio di incidenti stradali;
• studio del diverso ritmo sonno-veglia, tramite appositi marcatori biochimici del ritmo circadiano, che può influire sui livelli di performance alla guida;
• valutazione dell’influenza di farmaci di largo impiego sui livelli di vigilanza e sull’eventuale comparsa di uno stato di sonnolenza che può compromettere la sicurezza nella guida di un autoveicolo;
• studio dei comportamenti alimentari e delle migliori combinazioni quali-quantitative dei nutrienti che meglio garantiscano lo stato di attenzione durante la guida;
• valutazione del ruolo che hanno alcune patologie cronico-degenerative, sia di natura fisica che mentale, nel compromettere la performance di guida.

L’insieme di questi studi permetterà di esplorare le basi biologiche di alcune condizioni di rischio, suscettibili o meno di modifica, al fine di identificare appropriate misure di prevenzione degli incidenti da traffico, su cui le autorità sanitarie ed amministrative potranno proporre l’adozione di efficaci interventi di controllo.

“E’ stato ipotizzato – chiarisce il prof. Gianfranco Vivoli – come alcuni tratti della personalità, quali aggressività, impulsività e , possano rivestire un importante ruolo come fattori predittivi degli incidenti stradali. Il tratto della personalità denominato , che consiste nella continua ricerca di sensazioni forti e dal desiderio di vivere una vita avventurosa e correre rischi di natura fisica, sociale e finanziaria per il piacere di partecipare a tali esperienze, si accompagna a comportamenti di guida spericolata, i quali sembrano essere a loro volta correlati ad un apporto eccessivo di bevande alcoliche. Grazie al contributo erogato al Centro dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Modena stiamo già esplorando i correlati biochimici e comportamentali di tale aspetto della personalità, onde approfondire le basi biologiche di tale condizione di rischio quale strumento conoscitivo per l’eventuale adozione di misure correttive”.

L’iniziativa incoraggiata dal Rettore dell’Università degli studi di Modena e Reggio Emilia prof. Gian Carlo Pellacani è stata così commentata “Da tempo siamo scossi da tragiche immagini di giovani vite banalmente spezzate. E’ un preciso dovere di tutti, particolarmente nostro, indagare e comprendere come si può condurre un’efficace azione di prevenzione della infortunistica ed incidentistica stradale, elaborare linee guida che riducano i comportamenti a rischio, ed avanzare proposte ed iniziative, scientificamente fondate, per contenere un fenomeno sociale, oltre che sanitario che, purtroppo non conosce interruzioni. Modena, all’avanguardia mondiale nel settore motoristico, oggi si vuole porre all’avanguardia anche nella sicurezza e sono soddisfatto che alla crescita della sensibilità e dell’attenzione attorno a queste tematiche contribuisca, in primis, la nostra Università, dove trovano sede riconosciute competenze professionali che concorreranno sicuramente a pervenire a risultati importanti”.

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