• Google+
  • Commenta
27 luglio 2005

Oceano di fuoco – Hidalgo

Titolo originale: Hidalgo
Nazione: U.S.A.
Anno: 2004
Genere: Azione/Avventura
Durata: 135 minuti
Regia: Joe Johnston
Sito ufficiale: hidalgo.movTitolo originale: Hidalgo
Nazione: U.S.A.
Anno: 2004
Genere: Azione/Avventura
Durata: 135 minuti
Regia: Joe Johnston
Sito ufficiale: hidalgo.movies.go.com
Cast: Viggo Mortensen, Omar Sharif, Louise Lombard, Saïd Taghmaoui, Adam Alexi-Malle
Produzione: Casey Silver, Don Zepfel
Distribuzione: Buena Vista
Data di uscita: 9 Aprile 2004 (cinema).

L’oceano di fuoco è una corsa a cavallo di 3000 miglia attraverso il deserto arabico, riservata ai migliori cavalli arabi e fantini provenienti da nobili famiglie. Nel 1890 un americano, Frank T. Hopkins, viene invitato per la prima volta alla competizione in rappresentanza degli Stati Uniti. Americano da parte di padre, indiano da parte di madre, è stato l’indiretta causa dello sterminio di una tribù. Alcolizzato, lavora come attore in spettacoli di finzione che umiliano la sua razza. L’invito in Asia per lui è la chance di rifarsi. Il suo cavallo non di razza, Hidalgo, una leggenda in America, è visto con disprezzo dai suoi concorrenti, convinti che non supererà mai le insidie del percorso. Il caldo e i concorrenti mettono in continua difficoltà Frank, che rialza sempre la testa, rischiando la vita più volte. La vittoria finale porta nuova serenità ad Hopkins, che libera Hidalgo, lasciandolo correre verso l’orizzonte.
Johnston porta sullo schermo una storia vera, di quelli che ai nostalgici del West fanno venire le lacrime agli occhi. L’avventura nel caldo arabo riporta alla mente le memorabili scene di opere che David Lean magistralmente girava negli anni Settanta. Il confronto risulta, però, imbarazzante. Per quanto ben fatto e con un cast di tutto rispetto ed estremamente adatto al genere, non è da Oscar. La storia viene raccontata con prolissità, c’è una contrapposizione tra bene e male fin troppo netta e la storia d’amore è inserita completamente fuori contesto. Più di due ore in cui delle tante tematiche tirate fuori, poche vengono approfondite adeguatamente. Da segnalare, però, la splendida performance di un ”immortale” Omar Sharif.

Google+
© Riproduzione Riservata