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18 luglio 2005

Pontecagnano- Un terra ” miniera e discarica “

La pressione dell’azione umana sulla natura ha raggiunto un punto
critico. Caso esemplare è il traffico automobilistico nel comune di
Pontecagnano
La pressione dell’azione umana sulla natura ha raggiunto un punto
critico. Caso esemplare è il traffico automobilistico nel comune di
Pontecagnano- Faiano, a causa di esso la cittadina campana ha i difetti
della metropoli e quelli del piccolo paese. A Pontecagnano la natura
che è stata più danneggiata è quella umana: una popolazione che elegge
sistematicamente una ” classe dirigente” di palazzinari. Eppure il
comune picentino avrebbe tutte le potenzialità per avere uno sviluppo
duraturo se non si violentasse il territorio, l’archeologia, le colline
con annessa acqua sulfurea e il mare.
Mentre ogni anno scompare una grande superficie verde, l’abusivismo, la speculazione edilizia e l’assenza del rispetto delle norme prevalgono su ogni regola.
Inadeguato è il controllo da parte delle autorità preposte anche di
fronte ad evidenti violazioni ( Vedi palazzi sul fiume Picentino).
Ma constatare il degrado non basta, bisogna cambiare la vita della nostra
piccola comunità e attuare strategie di controllo più produttive.
I sociologi insegnano che un movimento sociale esce sempre dalla routine
e per natura si contrappone a quel che è la norma, cioè l’istituzione,
attraverso la protesta. Ma i movimenti devono andare oltre la protesta
(altrimenti sarebbero pure rivolte), proponendo nuove visioni del
mondo e valori alternativi a quelli dominanti. Chi critica l’attuale
progetto per la “Centrale termoelettrica- Salerno” rispecchia questi
elementi. Quel che è scoraggiante è la forma assunta dal movimento, è come una ” vasca da bagno nella quale vengono immessi e prelevati in
continuazione secchi d’acqua, in modo che non aumenti mai. Chi sono i
protagonisti di questo movimento? Si tratta, di ceti medi, giovani
istruiti, varie categorie di “esclusi organizzati” e non rassegnati, capaci di vedere il mondo come una casa comune e fiduciosi nelle
possibilità di vederlo in futuro “diverso”. L’appoggio del mondo
politico è un caso a parte. Il punto è particolarmente delicato. Se la
democrazia è la possibilità di partecipare alle decisioni che
riguardano tutti, si dovrebbe anche riconoscere che oggi è carente, nel
caso della costruzione della “Centrale”. Le statistiche rilevano
anche la netta diminuzione degli iscritti ai partiti politici. Perchè?
Molti sono stanchi di delegare decisioni fondamentali a politici sordi
alle loro richieste, faticano a dialogare con i partiti tradizionali.
Si dice che il movimento sia stato imposto dall’alto e che, per
rispondere agli interessi di pochi potenti attori, crei un movimento
contro la “Centrale termoelettrica” che però a me sembra ” La tosse
di una pulce”. Un merito rimane tuttavia certo: hanno smentito il
ritornello che voleva tutti “globalizzati e contenti”.

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