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18 luglio 2005

Secondo giorno al GFF

Seconda giornata al festival cinematografico di Giffoni e ancora emozioni per i ragazzi della giuria. Guest star della giornata è il nuovo bambino proSeconda giornata al festival cinematografico di Giffoni e ancora emozioni per i ragazzi della giuria. Guest star della giornata è il nuovo bambino prodigio del cinema americano Haley Joel Osment, protagonista de Il sesto senso e A.I. Intelligenza Artificiale. Sedici anni e una carriera alle spalle piena di grandi successi, quanti possono vantarsi di aver recitato con Bruce Willis ed aver avuto un ruolo da protagonista in un film di Steven Spielberg a questa età? Sedici anni e già le idee chiare sul suo futuro e su quello che vuole dalla sua professione. Accompagnato dai genitori e dalla sorella (anche lei piccola star televisiva) Osment ha risposto al fuoco di fila di domande durante la conferenza stampa del pomeriggio e a quello ancor più serrato dell’incontro con i giurati, subito dopo nella sala Truffaut della Cittadella del Cinema.
Dopo un paio d’anni senza prender parte a nuovi progetti cinematografici, il giovane attore ha scelto Home of the Giants, pellicola ancora in lavorazione che parla del mondo del basket, per ritornare sullo schermo. «È fondamentale saper scegliere i copioni giusti, non bisogna aver fretta ma essere attenti a prender parte i buoni progetti, soprattutto in un’età come la mia, età di passaggio, di evoluzione da giovane “ragazzo prodigio” ad attore in tutto e per tutto». Nella scelta del suo lavoro Joel Osment è stato guidato ma non condizionato dai genitori (il padre lavora nel cinema da anni) e per il futuro non ha intenzione di lasciare il mondo dello spettacolo: «Voglio continuare, magari in futuro fare il regista, ma non mi vedo a lavorare in un altro ambiente».
Della manifestazione di Giffoni si dice entusiasta, perché «rappresenta il modo migliore per far avvicinare i giovani al cinema, coinvolgendoli anche nel giudizio sui film. È importante però soprattutto lo spirito con cui si svolge questa manifestazione, è stupendo vedere gente di tante culture diverse sedersi allo stesso tavolo, discutere, crescere insieme, soprattutto in un periodo terribile come questo, dove le culture per paura tendono a isolarsi più che ad unirsi».
E dello “spirito di Giffoni” ha parlato anche il maestro Carlo Rambaldi, artista, scultore e noto al mondo del cinema per aver creato il King Kong del film di Guillermin del ’76 (premio Oscar per gli effetti speciali), il mostro di Alien, e soprattutto il dolcissimo E.T. nell’omonimo film di Spielberg (altro Oscar!). «La cosa meravigliosa di questo festival è l’affiatamento che si crea tra i giurati, ragazzi che fanno amicizia, che si incontrano magari per la prima volta e diventano subito un gruppo unito». L’artista italiano, che ha tra l’altro posato la prima pietra della cittadella del cinema quando ancora non ne esisteva un progetto preciso, ha poi voluto elogiare lo spirito con cui si fa cinema in Italia: «Forse Hollywood ci supera come tecnica, ma l’emozione che si respira in Italia e qui a Giffoni in particolare, il cuore che ci mettono gli addetti ai lavori per realizzare un prodotto, non ha eguali nemmeno nella città del cinema per eccellenza».
Rambaldi è stato anche il primo che ha portato il Giffoni Film Festival negli Stati Uniti, ed ha dato il via insieme al direttore artistico Claudio Subitosi ed a tutto lo staff organizzativo, al progetto Giffoni-Hollywood che quest’anno per la prima volta ha visto un festival per ragazzi entrare nella “Mecca del cinema”. Il maestro
Rambaldi è anche salito sul palco nella serata che ha concluso il secondo giorno di festival per premiare Joel Osment e per presentare l’ultimo lavoro a cui a collaborato Yo-Rahd, una favola scritta e diretta dal figlio Victor Rambaldi e da Camillo Teti che parla di una particolare amicizia tra un ragazzo terrestre ed un alieno (molto simile ad E.T.!).
Alla serata hanno poi partecipato anche i primi due gruppi in concorso per il Giffoni Music Concept, i Manciva e i Malamonroe, che hanno proposto un rock melodico di ottimo livello e due brani molto coinvolgenti che hanno scatenato il pubblico dei ragazzi di Giffoni. A chiudere la serata ci hanno pensato poi Paola Turci e Piero Pelù, che insieme a Cristiano Godano e ad una band di ottimi musicisti, hanno portato sul palco il loro ultimo lavoro “Paesaggi lunari”.

Gaetano Maiorino

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