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3 luglio 2005

“Sir”Gianfranco Zola

Un poeta del calcio,uno di quelli che lascia il segno,uno di quelli che li ricordi per un gol strepitoso,per un dribbling ubriacante, che lascia l’avvUn poeta del calcio,uno di quelli che lascia il segno,uno di quelli che li ricordi per un gol strepitoso,per un dribbling ubriacante, che lascia l’avversario disorientato e va via verso la rete,verso il trionfo…..Ieri mattina,per l’ultima volta,il baronetto Gianfranco Zola,ha lasciato tutti disorientati,con la notizia del suo addio al calcio. Zola appende così le scarpette al chiodo,dopo una carriera che gli ha regalato gioie e soddisfazioni. “Dedicherò più tempo a quello che ho trascurato in questi anni”, così Zola ,nella sua conferenza stampa,con l’inconfondibile stile di sempre,con la solita umiltà,qualità che sempre lo hanno distinto. Nasce ad Oliena in provincia di Nuoro, 39 anni fa, a 19 anni con la Nuorese milita in serie C1.E’un talento,d’altronde maghi del pallone si nasce e dopo alcune stagioni in C, approda subito nel calcio che conta. Posto migliore non poteva esserci,per uno che il pallone lo accarezza:Zola è acquistato dal Napoli,siamo nel 1989. Nel Napoli milita un certo Diego Armando Maradona ed qui che Zola esplode. Al fianco di Diego vince uno scudetto e una Supercoppa Italiana,ma soprattutto diventa sempre più magico,sempre più … Zola. Dopo Napoli,che lascia a malincuore,l’esperienza a Parma. Zola è ormai un leader,uno di quelli che trascina la squadra alla vittoria. Il Parma con Zola conquista una Supercoppa europea e una Coppa UEFA. Con la Nazionale,nella quale esordisce nel ’91,più dolori che gioie:USA 1994 su tutti. In Italia,nel frattempo, diventa un genio incompreso:allora Gianfranco decide di cambiare aria e vola oltremanica. Del Chelsea di Vialli diventa subito l’icona. Con i londinesi conquista due Fa Cup,una Coppa di Lega,una Supercoppa Europea,una Coppa delle Coppe,ma sopratutto Zola è l’idolo di Stanford Bridge. Con le sue magiche giocate fa impazzire i “blue”,nella memoria collettiva dei londinesi è rimasto impresso il fantastico gol con un colpo di tacco nella gara di Fa Cup contro il Norwich. Non solo vittorie sul rettangolo di gioco:Zola in Inghilterra è apprezzato anche per la sua umanità nella vita sociale. Nel 2004 la Regina Elisabetta gli conferisce il titolo di”membro onorario dell’Impero britannico”,forse il traguardo più bello per il fuoriclasse sardo. Poi il rientro in Italia,nella sua Sardegna :Zola prende il Cagliari per mano lo riporta in serie A e l’anno successivo conquista una tranquilla salvezza nella massima serie. Al termine della stagione Zola inizia a pensare di lasciare il calcio,tutti gli amanti del calcio,quelli che guardano la partita aspettando un giocata del numero dieci di turno,sperano in un ripensamento …. Ieri mattina la notizia :non potremo più deliziarci con le sue fantastiche giocate,ma “Sir”Gianfranco Zola, ultima bandiera di un calcio che ormai non esiste più,ha lasciato un segno indelebile nella storia del calcio mondiale.

Antonello Plati

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