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25 agosto 2005

Caligola a Velia Teatro

Sarà un Caligola solo con se stesso, un uomo, prima che un imperatore, con la piena coscienza della sua disperazione, quello che VELIA TEATRO renderà Sarà un Caligola solo con se stesso, un uomo, prima che un imperatore, con la piena coscienza della sua disperazione, quello che VELIA TEATRO renderà protagonista venerdì 26 agosto (ore 21.00): accadrà con una messa in scena che, tra i resti dell’area archeologica di Elea-Velia, sperimenterà una “drammaturgia per attore solo” e che racconterà, in maniera quanto mai reale, la vita del folle e sanguinario re romano. Lo farà attraverso dodici specchi dove Caligola stesso si rispecchierà, dove guarderà la sua vita, i suoi amici al pari dei suoi nemici, e dove a rispecchiarsi sarà anche lo stesso pubblico.
Dodici lastre d’acciaio, fissate a pareti rotanti, sul palcoscenico di VELIA TEATRO, circonderanno, infatti, l’attore-imperatore e, come specchi, ne moltiplicheranno la figura proiettando, da plurime angolazioni, i temi del dolore, della libertà e dell’arbitrio. Palco e platea non sono mai stati così specchio l’uno dell’altra come nello spettacolo che venerdì proporrà la rassegna sull’espressione tragica e comica del teatro antico. Ci sarà un solo attore in scena, un solo protagonista: Caligola, a tu per tu con se stesso. I riflettori saranno puntati sulla sua vita, su chi, come lui, figlio di Germanico ed Agrippina, fu salutato come una liberazione dal dispotismo di Tiberio. Improntò i primi anni di governo a grande liberalità, largheggiando in donazioni, riducendo i dazi. Ma dopo alcuni mesi la sua mente si alterò fino quasi ad uscir di senno e i suoi atti, preso com’era da una mania di grandezza, furono un succedersi di stravaganze (arrivò a nominare senatore il suo cavallo) e di crudeltà.
Al pari del “Caligola” di Albert Camus (la pièce scritta nel 1938-39 fu rappresentata per la prima volta in scena nel 1945), lo spettacolo, portato in scena da Fortebraccio Teatro, che vedrà nel ruolo di regista e di unico attore Roberto Latini, sarà scandito dai quattro atti già indicati dal Nobel franco-algerino: disperazione di Caligola, recita di Caligola, divinità di Caligola, morte di Caligola. ‘’La prima parte si potrebbe definire “dell’assenza”. Caligola non c’è fino a quando “si-compare” in uno specchio – racconta il regista e attore Roberto Latini – La disperazione per la morte di Drusilla, sua sorella e amante, si articola da questo concetto e in questa suggestione. Poi, Caligola torna, come un’eco, come una luce riflessa, portandoci subito all’interno di quella meta-teatralità di cui è pregno tutto il testo’’. ‘’Caligola recita, “gioca” al Caligola, alla sua solitudine. Si moltiplica, chiuso nella dimensione di attore e spettatore di se stesso – continua Latini – Misurando fino all’impossibile la propria divinità e concedendosi l’estremo tentativo di superare sé e lo spettacolo che gli somiglia come la propria immagine. Lo farà andando incontro alla morte, unica via d’uscita dall’ossessione di se stesso. E il destino profondo di una logica implacabile: lo specchio in frantumi e Caligola che muore, muore, muore, ma vive in tutti i frammenti che continuano a rimandarci l’immagine specchiata’’.
Gli specchi, attraverso l’immagine di Caligola, porteranno in scena il Senato, Drusilla e racconteranno di un uomo consapevole, che si pone delle domande e che si da’ anche delle risposte, che è cosciente della sua disperazione esistenziale e anche della sua stessa morte. Un gioco degli specchi quanto mai centrale, dunque, che renderà protagonista anche lo stesso pubblico. Alla fine gli spettatori, in quei dodici specchi, si rispecchieranno, guarderanno la propria faccia, i propri desideri, le proprie paure. ‘’Il messaggio di questo spettacolo, in fondo, è proprio questo – conclude Latini – che ognuno, guardandosi, tragga dalla storia di Caligola il messaggio che vuole’’.
Il prossimo appuntamento di VELIA TEATRO è DRAMLOT – Ipotesi tragica per maschera comica in programma domenica 29 agosto.

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