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30 agosto 2005

È iniziata la Serie A 2005/2006

Nell’ultimo fine settimana di Agosto è partito il Campionato italiano di calcio 2005/2006 . . . finalmente. Dopo un’estate passata tra tribunali, polNell’ultimo fine settimana di Agosto è partito il Campionato italiano di calcio 2005/2006 . . . finalmente. Dopo un’estate passata tra tribunali, polemiche, società che falliscono, altre che si salvano in extremis, corruzioni, squalifiche e chi più ne ha più ne metta, si può parlare di pallone. Quello che rotola sui campi della Serie A, sospinto dai piedi fatati di campioni vecchi e nuovi. Si è ripartiti da dove si era finito: la Juve vincente, l’Inter convincente ed il Milan in difficoltà. I rossoneri, con Gilardino in campo dal 1’ ma Maldini e Vieri fuori, si sono impantanati in casa della neo-promossa Ascoli. Sul Del Conero si è scatenato un nubifragio, rovinando un terreno su cui i piedi fini dei rossoneri si sono trovati a disagio. Forse la partita non andava giocata, ma sta di fatto che la gara è finita 1-1, portando la striscia di non-vittorie della squadra di Ancelotti a 7 (3 sconfitte , contro Juve, PSV e Liverpool, e 4 pari). Nel frattempo su San Siro si scatenava un’altra calamità naturale: Adriano. L’imperatore ha abbattuto la matricola Treviso con tre reti delle sue, nel contesto di una gara senza storia in cui un’Inter non ancora al top ha messo comunque in vetrina i suoi gioielli, da un ottimo Figo a Pizarro (entrato in corsa, giusto in tempo per servire il terzo gol), passando per Cambiasso, Recoba, Veron. Tre reti anche per la nuova Roma di Spalletti, brillante ed incisiva, con un Totti rinato, un Montella sciupone e due ali vere (Taddei e Mancini), brave ad andare sul fondo come ad inserirsi in area. Certo la Reggina di quest’anno pare poca cosa e test più probanti daranno risposte maggiormente attendibili, ma la sensazione netta è che l’aria sia cambiata in casa giallorosa. Spalletti ha dato regola precise, da applicare a tutto il gruppo, senza favoritismi. La società lo appoggia e la squadra lo segue. Unica nota stonata è Cassano. Il “Pibe di Bari Vecchia” è restato tutta la gara in panchina e in generale sembra un corpo estraneo a questa Roma, anche tatticamente. Situazione simile, ma meno estrema, per Alex Del Piero. Il capitano bianconero non ha giocato, assistendo passivo alla vittoria contro il Chievo Verona firmata da un motivatissimo Trezeguet, al cui fianco Ibrahimovic si esalta, rendendo pienamente funzionale il gioco di un’ottima Juve. Il destino dei due fantasisti si incrocia continuamente, dagli ultimi fuochi del mercato alla corsa verso i Mondiali del prossimo anno. Partono bene anche due outsider come Udinese e Fiorentina. I viola guidati dal rientrante Prandelli si sono imposti con autorità e convinzione sulla Sampdoria nell’anticipo di Sabato sera, mettendo in evidenza subito un potenziale da prima fascia, con Toni e Fiore a segno, Pazzini pericolosissimo ma poco freddo sotto porta, Brocchi e Pancaro infaticabili. Unico neo la scarsa forma di Bojinov, partito in panca e lontano da una condizione atletica accettabile. L’Udinese, con in cabina di comando un altro rientrante in Serie A quale Cosmi ed esaltata dallo storico accesso in Champions League, ha superato la neo-promossa Empoli con una rete di Muntari; pur senza Pizarro e Jankulovski (partiti per Milano) e Pinzi e Di Michele infortunati, i friulani continuano a stupire, sopperendo ad ogni assenza con nuovi talenti, poco reclamizzati ma pronti a spiccare il volo dal paradiso di Udine. Vincono anche Livorno (contro il Lecce nella gara inaugurale), Lazio e Siena (Tesser esonerato dal ruolo di allenatore del Cagliari, al suo posto torna Arrigoni). Bloccato dal Parma il nuovo Palermo di Del Neri.
È stato, dunque, un vero week-and di calcio, in cui persino le moviole sono parse un vecchio amico rientrato dalle ferie, anche perché gli arbitri si sono comportati sostanzialmente bene. Solo due gli strascichi polemici. Il primo è legato alla decisione di Massimo De Santis di far giocare Ascoli-Milan nel fango, che ha portato Adriano Galliani a minacciare le dimissioni da Presidente della Lega Calcio per tutelare i diritti del suo Milan (la sua doppia posizione gli impedisce di esprimere giudizi in libertà come fanno gli altri dirigenti). Il secondo strascico è legato a Pierluigi Collina. Dopo avergli concesso una deroga per poter continuare ad arbitrare, i vertici federali lo hanno bloccato perché una delle aziende di cui è testimonial è anche sponsor del Milan. Conseguenza: Lunedì mattina il miglior arbitro italiano di sempre ha rassegnato le dimissioni.
Vecchie polemiche, ma che al confronto dall’ultima calda estate sono sembrate spifferi di vento. La stagione è iniziata e da ora in poi si parlerà solo di calcio giocato, di Del Piero e di Cassano, della lotta al titolo e di quella per non retrocedere. Finalmente.

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