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12 agosto 2005

La condizione occupazionale dei laureati dell’Università di Trento

Arrivati al traguardo degli studi universitari la domanda per i dottori dell’Università di Trento è inevitabile: e dopo la laurea? Dopo la presentazioArrivati al traguardo degli studi universitari la domanda per i dottori dell’Università di Trento è inevitabile: e dopo la laurea? Dopo la presentazione dei dati sulla condizione occupazionale dei laureati, il consorzio AlmaLaurea commenta i risultati delle rilevazioni per singoli atenei, analizzando la situazione occupazionale dei laureati a distanza di uno, tre e cinque anni dal conseguimento del titolo, quanti lavorano e dove, il tempo impiegato per trovare lavoro e il tipo di occupazione trovata, quanto guadagnano, le differenze tra uomini e donne. Emerge un quadro più approfondito e di interesse locale rispetto all’indagine nazionale che ha coinvolto 56mila laureati appartenenti a 27 università delle 43 aderenti ad AlmaLaurea. I laureati dell’Università di Trento coinvolti nell’indagine sono 1.185. In particolare si tratta dei laureati del vecchio ordinamento delle sessioni estive 2003, 2001 e 1999 intervistati nel 2004 a un anno dalla laurea (408), tre anni (369) e a cinque anni dal conseguimento del titolo (408). I laureati di primo livello (triennali) saranno rilevati per la prima volta con la nuova indagine che partirà a settembre e i cui risultati saranno illustrati a febbraio 2006. La condizione occupazionale dopo la laurea per i dottori dell’Università di Trento risulta essere molto buona, superiore alla media nazionale. Con un balzo in avanti, rispetto alla precedente indagine, dei neodottori occupati di sei punti percentuali. In cinque anni, inoltre, i laureati raggiungono di fatto la piena stabilità. Rapida è la ricerca del lavoro e la prima busta paga è più alta della media nazionale. “È un dato molto positivo per il nostro ateneo” ha commentato soddisfatto il Rettore Davide Bassi “che conferma la validità delle linee di sviluppo attuate in piena sintonia con il territorio. L’offerta formativa va disegnata e costantemente aggiornata con coerenza prestando attenzione anche alle esigenze e alle richieste di profili professionali che provengono dal mercato del lavoro. Soltanto così – ha aggiunto – possiamo continuare a garantire ai nostri studenti una formazione di qualità e una buona prospettiva di passaggio dallo studio all’impiego in grado di dar loro soddisfazione sia sul piano professionale sia su quello personale”.

I laureati e il lavoro
Lavorano 67 neolaureati su cento
Il 67% dei laureati lavora a un anno dalla laurea (era il 61% nella precedente indagine), ben 12 punti in più rispetto alla media nazionale. Un quinto dei giovani continua il percorso di formazione (20%). Chi cerca lavoro è il 13%, un dato sensibilmente inferiore alla media nazionale (25%).
È la fotografia della condizione occupazionale dei neolaureati dell’ateneo di Trento. Una buona situazione dal punto di vista occupazionale che migliora ancora di più a tre anni dalla laurea (lavora il 79% dei laureati, solo il 7% cerca lavoro) e a cinque anni (lavora il 94,5% dei laureati, solo due laureati su cento cercano lavoro).
Le donne hanno meno chance degli uomini di trovare lavoro, un dato che rispecchia le differenze di genere riscontrate a livello nazionale anche se il differenziale tra i neolaureati occupati (68,5%) e le neolaureate (66%) è di gran lunga inferiore al totale degli atenei: appena 2,5 contro 7. Un divario che si conferma più o meno nel tempo: a tre anni dalla laurea lavora l’82% degli uomini e il 77% delle donne. A cinque anni dalla laurea lavora il 94% delle donne contro il 95,5% degli uomini.

Occupazione: facoltà a confronto
I neolaureati di Ingegneria sono i primi nella classifica degli occupati: lavora l’84%. A un anno dalla laurea lavora il 76% dei laureati in Sociologia, il 73% dei laureati in Lettere e il 62% dei laureati in Economia. Sulle Facoltà di Giurisprudenza (47%) e Scienze (54,5%), che hanno i valori più bassi, pesa la percentuale di chi continua negli studi per tirocini e specializzazioni obbligatori per l’accesso alle rispettive professioni: a un anno dalla laurea sono in formazione 36,5 giuristi su cento e più di un quarto dei laureati in Scienze. A cinque anni dalla laurea tutte le facoltà raggiungono di fatto la piena occupazione (dal 97% di laureati occupati in Economia e Giurisprudenza all’84% di Scienze).

Due mesi e mezzo di ricerca e il lavoro arriva
Ai neolaureati occupati dell’Università di Trento è stato chiesto di raccontare in quanto tempo hanno trovato lavoro e come. Due mesi e mezzo, in media, è la risposta dei laureati a un anno dal conseguimento del titolo (contro i tre mesi a livello nazionale). La maggior parte dei giovani dichiara di aver trovato lavoro attraverso un contatto cercato su iniziativa personale (il 44% dei neolaureati) o attraverso un contatto avuto su segnalazione di altre persone (16%): sono questi i due canali principali di accesso al lavoro.
La maggior parte dei neolaureati occupati sono assorbiti nei servizi (77%), soprattutto nei settori dell’istruzione e ricerca (19%) e della pubblica amministrazione (l’11% , il doppio della media nazionale). In questo contesto si può segnalare il peso che l’amministrazione trentina può avere come provincia autonoma.

Neolaureati tra lavoro stabile e atipico
A un anno dalla laurea prevale il lavoro stabile che aumenta rispetto alla precedente indagine dal 39 al 47% (un dato, inoltre, superiore alla media nazionale di 6 punti percentuali). La stabilità aumenta nel tempo: a tre anni è al 64%, a cinque anni al 74,5%. I laureati atipici diminuiscono: 46% ad un anno, 30% a tre anni dal conseguimento del titolo, 21% a cinque anni. Chi è stabile ha soprattutto contratti a tempo indeterminato (32%), mentre il lavoro autonomo coinvolge 16 giovani su cento.

Il primo stipendio a 1.119 al mese
Il guadagno mensile netto a un anno dalla laurea è di 1.119 euro: i neolaureati trentini guadagnano 138 euro in più dei colleghi italiani. Il primo stipendio è più leggero per le donne: 1.023 euro contro i 1.233 euro degli uomini. Il guadagno dei laureati dell’Università di Trento aumenta a tre anni (1.236 euro) e a cinque anni (1.404 euro) dalla laurea. Le differenze di genere continuano a farsi sentire in busta paga: a tre anni dalla laurea le donne guadagnano 1.137 euro mensili, gli uomini 1.354. A cinque anni dalla laurea le donne guadagnano 1.276 euro, gli uomini 1.545.

Una laurea efficace
Quanto conta la laurea sul mercato del lavoro? Il giudizio sull’efficacia del titolo di studio rispetto al lavoro svolto è positivo: a un anno dalla laurea l’86% considera la laurea almeno “abbastanza efficace”, la percentuale sale, a cinque anni dall’acquisizione del titolo, al 93%.

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