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12 agosto 2005

Studenti, docenti, ricercatori nel ruolo di attori a Velia teatro

Studenti, docenti, ricercatori ma anche dipendenti dell’Università degli Studi di Milano si caleranno nel ruolo di attori, il 14 agosto (ore 21.00), pStudenti, docenti, ricercatori ma anche dipendenti dell’Università degli Studi di Milano si caleranno nel ruolo di attori, il 14 agosto (ore 21.00), per la messa in scena di CASINA di Plauto, secondo appuntamento di VELIA TEATRO, la rassegna sull’espressione tragica e comica del teatro antico in programma, fino al 3 settembre, tra i resti dell’Area Archeologica di Elea-Velia. Si tratta di una delle novita’ dell’edizione 2005 della rassegna: una partnership con tutti quegli atenei italiani che, nell’ambito di veri e propri laboratori, studiano il teatro antico.
Quest’anno, il via di questa collaborazione lo dara’ la Statale di Milano. La Compagnia teatrale dell’Università degli Studi di Milano nasce nel 1990 e si avvale di uno straordinario gruppo di giovani tra studenti, docenti, ricercatori, e dipendenti della Statale (tutti con esperienze teatrali alle spalle) che esaminano e studiano in modo concreto e fattivo tutti gli elementi e tutte le funzioni necessarie alla costruzione di un evento teatrale. Diretta da Claudio Marconi e dal salernitano Sergio Longo, la Compagnia, a Velia Teatro proporrà CASINA di Plauto, per la regia di Claudio Marconi.
Casina è una carnascialesca beffa giocata a un vecchio che spasima per una schiava minorenne, cresciuta dalla moglie come fosse una figlia adottiva. Alla fine, credendo di abbracciare l’oggetto del suo desiderio, si ritrova a giacere con un servo travestito da sposa. Si tratta, dunque, di una farsa elementare, divertentissima, secondo la tradizione della commedia latina. Nell’allestimento della Compagnia Teatrale dell’Università degli Studi di Milano ci si è preoccupati primariamente di restituire lo spirito che animava la commedia latina delle origini, rivisitazione a sua volta di quella greca, in chiave però più terrigna ed eccessiva.
‘’A questo scopo abbiamo scelto un impianto scenografico essenziale, ma fedele ai canoni classici della “scena comica”, ereditata anch’essa dai greci e classificata in seguito da Vitruvio insieme alla “scena tragica” e alla “scena satiresca” – spiega Sergio Longo, direttore della Compagnia, nonché assistente alla regia dello spettacolo – Scena comica, quindi, che suppone una via o piazza e due case che si fronteggiano. Risolta nel nostro caso con un colonnato che delimita lo spazio scenico trasformandolo in una sorta di arena circense, dove gli attori entrano ed escono a vista, in un gioco divertito e divertente di interazione tra scena e fuoriscena, tra attore e personaggio. In questo modo si è voluto sottolineare l’aspetto istintuale e giocoso del teatro plautino, scritto per divertire un pubblico volgare, spesso turbolento, al quale era necessario prima spiegare la trama nel prologo per poi tenerlo avvinto con lazzi triviali che sbeffeggiavano pesantemente le umane magagne, senza deridere mai troppo virtù e valori condivisi’’. Teatro quindi del tutto privo di profondità e psicologismi, fatto di caratteri più che di personaggi, in origine mascherati, che rimandano inevitabilmente a tutta la tradizione del teatro italiano, che in quella drammaturgia trova le proprie radici. ‘’Non volendo trascurare questo aspetto della fecondità del teatro comico delle origini – continua Longo – lo abbiamo evidenziato in un continuo gioco di contaminazioni tra classico e contemporaneo che ci ha fatto intervenire sia sul linguaggio che sulla gestualità triviale, attualizzando entrambi. In tale direzione vanno lette le “sporcature” contemporanee dei costumi, tanto filologicamente latini, così pure la presenza di oggetti di scena odierni, ed infine la scelta di usare interventi barocchi e rock nelle musiche di scena’’.
Tutto questo con il dichiarato intento di svelare al pubblico, semmai ce ne fosse bisogno, quanto le tematiche, i ritmi, la grammatica e la drammaturgia del comico di ben ventidue secoli fa, non si discostino quasi per nulla da ciò che, partendo da Plauto, è divenuta, poi, la cifra essenziale e inossidabile della scena comica italiana e non: dalla commedia dell’arte con le sue maschere, fino a divenire via via clownerie circense, avanspettacolo, cinema trash e cabaret moderno.
La compagnia è stata invitata recentemente, con questo spettacolo, al X Festival Internazionale del Teatro Classico presso il Teatro Greco di Palazzolo Acreide (Siracusa) organizzato dall’I.N.D.A. (Ist. Naz. del Dramma Antico) riscuotendo un grande successo e consenso di pubblico.
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CASINA”
in due atti durata 1h e 20
Commedia di Tito Maccio Plauto
Traduzione e libero adattamento di Sergio Longo
Regia di Claudio Marconi
Assistente alla regia: Sergio Longo
Scenografie: Laura Laciniati
Costumi : Luciana Malacarne e Michela Toselli
Luci: Marco Delle Foglie

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